Cosa dice la Strategia Forestale Nazionale (se non lo sapevate, sapevatelo!)

9 Febbraio 2022, avviene un fatto inedito in Italia: viene pubblicato per la prima volta un documento strategico per le foreste Italiane, la Strategia Forestale Italiana. Di cosa si tratta? Perché è così importante? Cos’ha di speciale? Ma soprattutto: perché dovrebbe interessare, almeno come notizia, anche a chi non lavora nel settore forestale? Qui risponderò solo all’ultima di queste domande: perché le foreste riguardano tutti, indistintamente dal fatto che ci si viva vicino o lontano, in paesi diversi, dall’altra parte del mondo rispetto alle foreste di cui si parla. Per le risposte a tutte le altre domande vi auguro una buona lettura :).
(Spoiler: anche Luca Toni viene menzionato)

Alberi come parti di “solide strutture” contro i cambiamenti climatici

Il legno è bello. Non credo ci sia la base su cui discutere ed essere in disaccordo con questa affermazione. A tutti piace un bel mobile, un pavimento o le travi di un solaio o di un tetto, tutto di legno. E se vi dicessi che non è solo bello? Che si possono fare dei grattacieli in legno e che così facendo contribuiremmo a combattere e i danni del cambiamento climatico? Insomma non vi starei mentendo e nell’articolo di oggi vi parlo del legno come materiale bello, utile per un’edilizia efficiente e che ci può aiutare a mitigare i cambiamenti climatici se utilizzato correttamente. Per capire vi basterà leggere 😉

La salvaguardia dei boschi trasmessa anche ai più piccoli

Bosco, natura, campeggio in montagna… é bello viverli sin da piccoli. Ce lo insegnano i campiscuola che ogni estate organizzano le associazioni di protezione civile in tutta Italia.

É un’opportunità per conoscere i rischi del nostro territorio, per imparare a salvaguardare l’ambiente e a prendercene cura, associando formazione e divertimento.

E poi stare a contatto con la natura allevia ansia e stress. Dopo che l’emergenza covid-19 ci ha costretto a limitare fortemente gli spostamenti, stando sempre a casa, quanti benefici apporta passare qualche giorno lontano dalla città e dalla tecnologia?

Foreste… smart?!

Smart-phone, smart-car, smart-cities… Sembra che il ritornello del mondo moderno sia quello di pensare e progettare realtà intelligenti ed efficienti, in modo tale che queste diventino sempre più autonome e indipendenti. L’aggettivo “smart”, appunto, serve ad indicare, per gli oggetti, una capacità di eseguire alcune azioni indipendenti. Perché non parlare di foreste smart allora?

Cosa sono le food forest

I nostri antenati camminavano sulla terra raccogliendo frutta, bacche, noci, erbe e radici per mangiare e per fare medicine, tutto nello stesso luogo. Ora ci siamo specializzati: coltivazioni da una parte, foreste dall’altra. La parte produttiva separata da quella ricreativa. Recentemente qualcuno ha pensato di riunire queste due componenti, un’idea antica quanto innovativa. E si sta andando oltre, avvicinando sempre di più la città e la natura, due unità che sono andate storicamente allontanandosi: le foreste commestibili stanno diventando urbane.

Il boscaiolo: sex symbol, tipo losco? Niente di tutto ciò!

Scommetto che non avete mai provato a googlare la parola “boscaiolo”?! Dai su! Provate! Cosa appare? I primi risultati del web rappresentano il boscaiolo come un giovane fulvo barbuto dai muscoli possenti che veste una rigorosa camicia a quadri rossa e nera e ha in mano una grossa accetta. Se scorrete la pagina verso il basso vi appaiono invece notizie che affermano che il taglio degli alberi da parte dei boscaioli è un delitto o più volte che “l’assalto ai boschi è dannosissimo”. Attenzione! Il boscaiolo non è né un sex symbol pronto a scaldare il cuore di qualche giovane donzella, né una losca e terribile figura dall’aria malvagia pronta a utilizzare la motosega senza pietà!

Selvicoltura: parte II

L’Italia è fra i primi importatori di legname in Europa e nel mondo. Spesso però l’importazione avviene da Paesi con meno strumenti e risorse in grado di garantire la sostenibilità di questa produzione, cosa che invece l’Italia potrebbe fare. E per riuscire a soddisfare il nostro fabbisogno di alcune tipologie, e quantità, di legni non è necessario piantare nuovi boschi: basterebbe gestire meglio, attivamente, quelli che abbiamo e che sono abbandonati. Inevitabilmente però una buona gestione passa prima da una fase di pianificazione.

Selvicoltura: parte I

Il capo del Governo Conte a maggio 2020 l’ha inserita tra le attività prioritarie del post-quarantena, ma quanti sanno cos’è?
Camminando in un bosco, capita di guardarsi attorno e vedere tante piante e pensare che sia un ambiente del tutto naturale, per così dire selvaggio. Non è però così naturale come potremmo pensare, in quanto le foreste italiane sono quasi tutte soggette da secoli alla mano dell’uomo, come nel caso delle…