La gestione forestale…divina

Le foreste sono sempre state di fondamentale importanza per noi esseri umani, e il rapporto che ci lega è ormai millenario. Nel corso dei secoli l’uomo ha cercato di utilizzare le foreste per soddisfare i propri bisogni ma, mentre oggi la gestione del bosco è una scienza a tutti gli effetti, in passato, il controllo del patrimonio forestale, avveniva nei modi e per i motivi più svariati.
Uno dei più particolari è, senza dubbio, la religione.

Ebbene sì, può sembrare strano ma, in questo articolo, scopriremo come le credenze religiose hanno influenzato il paesaggio e la gestione forestale nel corso del tempo, fino ad arrivare ai giorni nostri.

Buona lettura!

Il “melting pot” forestale: la convivenza fra diversi rende la società forestale resiliente

I boschi, nonostante siano caratterizzati dalla presenza di alberi, non sono tutti uguali. Questo perché gli alberi, un po’ come gli animali, formano delle vere e proprie comunità che, per diversi fattori, possono essere più o meno diversificate. In questo articolo parleremo di un particolare tipo di comunità forestale, che viene a formarsi in seguito alla convivenza fra diverse specie di alberi : il “bosco misto”. Se passeggiando in una foresta ci accorgiamo di calpestare foglie diverse fra loro probabilmente stiamo attraversando proprio questa tipologia di bosco! Se volete scoprire insieme a noi le sue caratteristiche principali e l’importanza che questo riveste per l’ecosistema, non ci resta che augurarvi una buona lettura!

Licheni: quando l’unione fa la forza

Il nostro pianeta è ricco di forme di vita, alcune davvero molto particolari. Fra queste troviamo i licheni, organismi che sono il frutto di un fenomeno noto come “simbiosi” che, nel loro caso, avviene tra un fungo e un’alga.
I licheni, pur essendo di dimensioni ridotte, svolgono funzioni importantissime per l’intero ecosistema e, grazie a una caratteristica particolare, possono darci informazioni riguardo lo stato di benessere o meno di un determinato ambiente.
Questi piccoli esseri si sono inoltre rivelati dei preziosi alleati per la sopravvivenza dei nostri antenati e, ancora oggi, vengono utilizzati dalle farmacie o dalle erboristerie in varie produzioni che spesso utilizziamo, anche quotidianamente.
Buona lettura!

Legno morto: indice di incuria o risorsa forestale?

Spesso abbiamo la percezione che un bosco dove troviamo alberi morti caduti o ancora in piedi, sia disordinato e lasciato a sé stesso. Invece, il legno morto ha una funzione molto importante per il bosco. Quando un albero muore, infatti, diventa cibo e riparo per molti altri organismi, come funghi, licheni, insetti e piccoli animali vertebrati. Il legno morto inoltre concima il terreno forestale, perché la sua disintegrazione apporta nutrienti al suolo. Per questo, nella selvicoltura moderna lo si lascia volentieri in bosco.