Le piante dormono?

Nel 1700 Carlo Linneo, il famoso botanico svedese, scrisse “Il sonno delle piante” dove ipotizzava che le piante dormissero. Questa idea era derivata dall’osservazione della disposizione di foglie e petali quando cala il sole. Aveva creato perfino un orologio-giardino, dove era possibile capire l’ora osservando il comportamento delle piante al variare della luce. Oggi non si sa se le piante siano coscienti, perciò ci si riferisce a questo fenomeno come alla “nictinastia”, ovvero il “compattamento notturno” delle piante. I fiori si chiudono, le foglie si piegano a metà o si raccolgono lungo il fusto ecc. Quello che ancora si ignora è il motivo per cui le piante lo facciano. La teoria più recente ipotizza che si compattino per sgombrare il campo ai predatori notturni in volo, come gufi e pipistrelli che, con la visuale libera, tolgono più facilmente di torno gli animali erbivori che si nutrono delle piante.

Riflessioni sulla caccia

Quello sulla caccia è un dibattito colorito e complesso, dove posizionarsi decisamente a favore o contro è forse quasi impossibile in modo obiettivo. In questo articolo trattiamo uno tra i molti aspetti legati alla caccia, ovvero che cosa implica a livello teorico la relazione tra preda e predatore. La riflessione è stata stimolata dalla lettura dei racconti di Mario Rigoni Stern, scrittore veneto, profondo conoscitore del bosco e noto cacciatore. La riflessione è del tutto personale, fateci sapere nei commenti che cosa ne pensate!

Racconto della serata di premiazione del Goldman Environmental Prize

Il Goldman Environmental Prize premia ogni anno una persona per ogni continente per i suoi meriti in campo ambientale. Non è singolare che tra i vincitori ci siano persone che hanno a cuore la salvaguardia e la tutela delle foreste. È così anche quest’anno. Il premio per il Sud e il Centro America è andato alla leader indigena della comunità Bora Liz Chicaje Churay, che insieme all’attivista indigeno Benjamin Rodriguez, morto di Covid-19, si è battuta per la creazione del Yaguas National Park, in Perù. Così facendo ha salvato più di ottocento ettari di foresta amazzonica dallo sfruttamento insostenibile delle risorse, e tutelato i diritti del popolo indigeno. Il premio Goldman vuole essere un’occasione per ispirare tutte le persone ad agire contro le ingiustizie ambientali e sociali e a ricordarci che le nostre azioni possono veramente fare la differenza.

Cosa ringrazieremo se tra alcuni secoli le foreste esisteranno ancora?

L’attuale crisi climatica fa sì che il clima cambi troppo velocemente perchè le specie si adattino in tempo. Anche gli alberi forestali sono sottoposti a una forte pressione evolutiva. Come evitare che in futuro le foreste diventino deboli e non riescano più a fornire beni, come legname di qualità, e servizi, come prevenzione di valanghe? Una soluzione per aiutare le foreste c’è ed è il forest reproductive material (materiale di riproduzione forestale), ovvero semi, piantine o parti di piante appositamente prodotto e selezionato per creare o rigenerare foreste secondo le previsioni di come saranno le condizioni future. Ovviamente ci sono anche delle problematiche da considerare.

Forest bathing per essere più felici

Il forest bathing, che può essere tradotto in italiano come “bagno di foresta”, è nato in Giappone negli anni ottanta e sta prendendo piede sempre di più anche in Europa. Si tratta di una pratica di risveglio dei cinque sensi che si svolge in foresta al fine di rilassarsi e di ridurre lo stress. Sono stati svolti numerosi studi che hanno evidenziato come il forest bathing aiuti a prevenire malattie e disturbi, come cancro, ictus e molte altre. Chi non ha facilmente accesso a una foresta può adottare comunque degli accorgimenti anche in casa per aumentare il suo stato di benessere. Guide certificate di forest bathing si possono trovare in tutta Italia.

Nemonte Nenquimo e l’impegno indigeno per le foreste amazzoniche

Nemonte Nenquimo è la giovane leader della comunità indigena Waorani, che vive nella regione est dell’Ecuador, in una parte della foresta amazzonica tra le più bio-diverse al mondo. Nenquimo ha ottenuto diversi riconoscimenti internazionali grazie al suo impegno nel difendere la foresta dagli interessi del governo ecuadoriano. Nel 2012 infatti, il governo ecuadoriano aveva iniziato la trattativa di vendita delle terre indigene a imprese petrolifere violando la Costituzione ecuadoriana. Dopo aver fatto causa al governo, la leader Waorani ha ottenuto una vittoria in tribunale senza precedenti. La vittoria dei Waorani è anche la vittoria non solo di tutti i popoli indigeni, ma anche di tutti gli abitanti della Terra, perché i danni alle foreste riguardano proprio tutti.

Cosa sono le food forest

I nostri antenati camminavano sulla terra raccogliendo frutta, bacche, noci, erbe e radici per mangiare e per fare medicine, tutto nello stesso luogo. Ora ci siamo specializzati: coltivazioni da una parte, foreste dall’altra. La parte produttiva separata da quella ricreativa. Recentemente qualcuno ha pensato di riunire queste due componenti, un’idea antica quanto innovativa. E si sta andando oltre, avvicinando sempre di più la città e la natura, due unità che sono andate storicamente allontanandosi: le foreste commestibili stanno diventando urbane.

Gli alberi monumentali

Sono intorno a noi e non lo sappiamo. Ci sono importanti monumenti storici e anche artistici che sono sempre fruibili, malgrado ora i musei siano chiusi e l’accesso alla cultura limitato. Potrebbe essercene uno nel parco comunale o addirittura dietro casa. Stiamo parlando degli alberi secolari, veri e propri monumenti naturali, che hanno più esperienze di vita di qualsiasi altro essere vivente.