Foreste spaziali

“E guardo il mondo da un oblò, mi annoio un po’… ” Chissà com’è la Terra vista dall’oblò della Stazione Spaziale Internazionale? Beh con questo articolo cerchiamo un po’ di stimolare la vostra curiosità. Non serve essere per forza astronauti per vedere il nostro globo dall’alto, ma basta un pc e una buona connessione a internet. La flotta di satelliti che circonda la Terra raccoglie ogni giorno importantissime informazioni che rispedisce indietro e che vengono elaborate per restituirci immagini di ciò che accade, a volte anche in tempo reale! Alcune di queste riguardano proprio le foreste, e non solo. Scopriamo insieme di cosa si tratta.

Salvate il soldato Edera!

Da operatore chiave dell’ecosistema di alcuni boschi a criminale di guerra il passo è brevissimo. Tempo di lettura 5′ In Natura, niente è lasciato al caso. Ogni specie, infatti, animale o vegetale che sia, occupa un posto chiave nelle complesse dinamiche ecologiche che compongono e regolano i vari sistemi. Il bosco – in quanto ecosistemaContinua a leggere “Salvate il soldato Edera!”

Un albero per Capodanno

Che cosa dà forza ad un simbolo? Sicuramente il numero di persone che lo condividono con lo stesso significato. Che cosa hanno in comune allora l’intera popolazione dell’ex Unione Sovietica e un abete di Natale? Apparentemente niente, ma invece tutto, tanto da addirittura cambiarne la denominazione, trasformandolo nell’Albero di Capodanno. La storia del trasformismo di un abete sotto le feste, il modo migliore per iniziare l’anno nuovo. Leggete come, nell’articolo su Giornal di Bosco.

La magia del foliage

Guida molto pratica per capire il restyling arboreo autunnale Tempo di lettura 5′ Tutti quanti sappiamo succederà, è una delle poche certezze che possiamo avere. Non appena vediamo volare la prima foglia, sappiamo che è arrivato l’autunno e subito il nostro naso si alza verso le chiome degli alberi, in attesa della magia. Quale? MaContinua a leggere “La magia del foliage”

All’ombra dell’ultimo sole

Nelle grandi città italiane, ma non solo, il cambiamento climatico ha portato ad un innalzamento ancor più tremendo delle temperature, soprattutto durante la stagione estiva. Questo è dovuto all’effetto delle cosiddette “isole di calore”, causate dalla riflessione dei raggi solari sulle superfici di cemento. Una soluzione per contrastare questo fenomeno è quello di inserire più elementi riflettenti all’interno del paesaggio cittadino, aumentandone la superficie verde. Parliamo proprio di alberi. I corridoi e le infrastrutture verdi (parchi, giardini, viali alberati, aiuole, etc.) fornendo una copertura verde continua possono contribuire attivamente alla riduzione delle temperature fino ad un massimo di 8°C. Esempi di città che hanno adottato o stanno adottando strategie per migliorare e implementare il proprio verde urbano sono molteplici (Tokyo, Washington, Sydney, Vancouver, Singapore, etc.). In questo pezzo vi portiamo prima in Colombia nella Città dell’Eterna Primavera e poi in Italia, dove la visione di un uomo ha gettato le basi per l’architettura del presente.

Foreste… smart?!

Smart-phone, smart-car, smart-cities… Sembra che il ritornello del mondo moderno sia quello di pensare e progettare realtà intelligenti ed efficienti, in modo tale che queste diventino sempre più autonome e indipendenti. L’aggettivo “smart”, appunto, serve ad indicare, per gli oggetti, una capacità di eseguire alcune azioni indipendenti. Perché non parlare di foreste smart allora?

Una foresta su un albero

Normalmente siamo abituati a considerare la biodiversità come un concetto spaziale: orizzontale, che varia a seconda dell’estensione delle aree in questione (una riserva naturale o anche un parco), oppure puntiforme, nel senso di hot-spot – punti in cui si concentra una ricchezza di diverse specie. Alle volte i due concetti si sovrappongono, come nel caso di alcuni parchi e riserve particolarmente ricchi. Ma esiste un concetto di biodiversità che forse è esplorato poco: quello verticale.