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Generale, il peccio combattente

I collettivi sono strutture boschive tipiche delle zone al limite superiore degli alberi, la zona di passaggio tra i boschi e prati alpini. Queste formazioni hanno una funzione protettiva e impediscono la formazione delle valanghe.

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Generale era un vecchio abete rosso. E anche se apparteneva all’illustre famiglia delle Pinaceae non assomigliava così tanto agli altri pecci. Generale viveva ormai da molti anni al “confine”. Era un cocciuto combattente e aveva deciso che quello era il suo posto! Lì al confine riusciva ad essere libero e soprattutto a dare protezione ai suoi soldati. La sua armata si chiamava Primo Collettivo.

Alberi come parti di “solide strutture” contro i cambiamenti climatici

Il legno è bello. Non credo ci sia la base su cui discutere ed essere in disaccordo con questa affermazione. A tutti piace un bel mobile, un pavimento o le travi di un solaio o di un tetto, tutto di legno. E se vi dicessi che non è solo bello? Che si possono fare dei grattacieli in legno e che così facendo contribuiremmo a combattere e i danni del cambiamento climatico? Insomma non vi starei mentendo e nell’articolo di oggi vi parlo del legno come materiale bello, utile per un’edilizia efficiente e che ci può aiutare a mitigare i cambiamenti climatici se utilizzato correttamente. Per capire vi basterà leggere 😉

Legno morto: indice di incuria o risorsa forestale?

Spesso abbiamo la percezione che un bosco dove troviamo alberi morti caduti o ancora in piedi, sia disordinato e lasciato a sé stesso. Invece, il legno morto ha una funzione molto importante per il bosco. Quando un albero muore, infatti, diventa cibo e riparo per molti altri organismi, come funghi, licheni, insetti e piccoli animali vertebrati. Il legno morto inoltre concima il terreno forestale, perché la sua disintegrazione apporta nutrienti al suolo. Per questo, nella selvicoltura moderna lo si lascia volentieri in bosco.

Le piante dormono?

Nel 1700 Carlo Linneo, il famoso botanico svedese, scrisse “Il sonno delle piante” dove ipotizzava che le piante dormissero. Questa idea era derivata dall’osservazione della disposizione di foglie e petali quando cala il sole. Aveva creato perfino un orologio-giardino, dove era possibile capire l’ora osservando il comportamento delle piante al variare della luce. Oggi non si sa se le piante siano coscienti, perciò ci si riferisce a questo fenomeno come alla “nictinastia”, ovvero il “compattamento notturno” delle piante. I fiori si chiudono, le foglie si piegano a metà o si raccolgono lungo il fusto ecc. Quello che ancora si ignora è il motivo per cui le piante lo facciano. La teoria più recente ipotizza che si compattino per sgombrare il campo ai predatori notturni in volo, come gufi e pipistrelli che, con la visuale libera, tolgono più facilmente di torno gli animali erbivori che si nutrono delle piante.

Come reagiscono le piante alle avversità?

Anche gli alberi hanno un “istinto di sopravvivenza” Tempo di lettura 5′ Gli alberi, come tutti gli organismi viventi, adottano una serie di strategie per garantire la rinnovazione della loro specie all’interno del bosco. In generale, la rinnovazione avviene attraverso produzione di semi (come nel caso delle fustaie, cioè boschi con fusti singoli) o attraversoContinua a leggere “Come reagiscono le piante alle avversità?”

Cinque aneddoti su alberi e foreste un po’ strani

Magari vi sorprenderà scoprire che videogiochi e alberi non sono così distanti e spesso i primi contengono riferimenti (e easter egg) sui secondi, oppure vi potrà affascinare come il legno, se conservato opportunamente, può durare per milioni di anni, oppure ancora vi incuriosirà conoscere il legame tra la sopravvivenza di alcune foreste e le tartarughe. In questo articolo troverete qualcosa del genere. Viaggeremo dagli arcipelaghi dell’atlantico, tra cui Madera e Canarie, ai deserti della Namibia, per poi passare alle Mauritius e arrivare all’Umbria.
Il mondo è un posto straordinario, ricco di curiosità, misteri e meraviglie da cui ogni giorno traiamo ispirazione per modellare ciò che ci circonda e con questo pezzo spero di mostrarvi proprio alcuni misteri, curiosità e meraviglie su alberi e foreste!

La magia del foliage

Guida molto pratica per capire il restyling arboreo autunnale Tempo di lettura 5′ Tutti quanti sappiamo succederà, è una delle poche certezze che possiamo avere. Non appena vediamo volare la prima foglia, sappiamo che è arrivato l’autunno e subito il nostro naso si alza verso le chiome degli alberi, in attesa della magia. Quale? MaContinua a leggere “La magia del foliage”

L’occhio di Giornal di Bosco entra nella casa del Grande Fratello

Il Grande Fratello Vip torna con una nuova puntata questa sera, lunedì 11 ottobre, su Canale 5. Giornal di Bosco entra nella casa e vuole condividere con voi alcune considerazioni sulla Casa, sull’arredamento e sulla scenografia. I professionisti che hanno realizzato e curato l’allestimento non hanno ancora rivoluzionato la Casa rendendola più sostenibile: manca il legno e altri prodotti legnosi! E voi cosa ne pensate? Fate una storia con il vostro oggetto in legno preferito e taggateci!

I prodotti forestali non legnosi 

Pochi giorni fa ad un evento per un progetto di agroforestazione (campi e boschi che si abbracciano e si vogliono bene) ho sentito un’osservazione molto curiosa: il pata negra, noto prosciutto spagnolo, può essere definito come un prodotto di foresta. Questo mi ha fornito uno spunto per raccontarvi un po’ il mondo dei prodotti forestali non legnosi, ovvero tutti quei prodotti che esistono grazie alla foresta, ma non sono fatti di legno.
Alcuni esempi? Un bel po’ di erbe medicinali, da cui sono stati sintetizzati dei principi attivi tra cui quello dell’aspirina (spoiler: viene dal salice), i vari funghi, dei materiali che usiamo tutti i giorni o quasi, come la gomma e il sughero dei tappi di bottiglia, e tanti altri ancora in cui vi imbatterete in questo articolo!
Spero che questo pezzo faccia riflettere su come anche se non viviamo in foresta e non viviamo di foresta ne siamo molto più legati e dipendenti di quanto potremmo pensare, sorseggiando un whisky invecchiato in botte di rovere (ndr una specie di quercia) in una comoda poltrona nel nostro appartamento in città.

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