Breaking news: la siccità colpisce anche gli alberi! Ma come?

Oltre ai campi coltivati anche le foreste stanno soffrendo, e le ripercussioni di ciò possono essere davvero importanti anche per noi.

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Ultimamente social media, telegiornali e quotidiani, non parlano d’altro che della grande siccità che sta colpendo gran parte del nostro Paese. Se da un lato questa condizione appare chiara a tutti, le piogge negli ultimi mesi si contano sulle dita di una mano e i fiumi più importanti mostrano condizioni di vera e propria sofferenza (il monitoraggio del livello idrometrico del Po condotto dall’ARPA del Veneto ha fatto registrare nei primi giorni di luglio livelli di 6 metri inferiori rispetto alla media stagionale), i suoi effetti non sempre lo sono, soprattutto se si cerca di considerare quelli a lungo termine e meno connessi alle attività umane. 

Stato del fiume Po nel mese di giugno nei pressi di Rovigo. Foto da Rovigo24ore.

Gli impatti sulla produzione agricola e sulla nostra vita di tutti i giorni sono stati già abbastanza discussi dagli esperti del settore, perciò in questo articolo cercheremo di inquadrare l’impatto di questo fenomeno, strettamente connesso ai cambiamenti climatici, nei confronti delle foreste e degli ecosistemi naturali.

Esistono così tante tipologie di foreste che è pressoché impossibile descrivere come ognuna di queste reagisca alla scarsità d’acqua. Perciò questo articolo presenterà un ecosistema forestale tipo e cercherà di mantenere un tono più generale possibile.

In Italia la siccità è un problema noto ormai da anni, in particolar modo nelle regioni del sud e lungo le coste, dove per l’appunto si trovano dei tipi di foreste adattati al clima mediterraneo, la “macchia mediterranea”. Tuttavia, gli impatti che si possono manifestare sulle foreste alpine e appenniniche a causa di una siccità prolungata, sono ancora poco conosciuti

A tal proposito possono accorrere in nostro aiuto le ricerche condotte nel 2016 dal United States Department of Agriculture nella West Coast, perché presenta ecosistemi forestali molto simili a quelli italiani e già fortemente soggetti a fenomeni di siccità. Secondo questi studi gli effetti delle siccità possono essere di due tipi: diretti, che modificano in modo evidente gli ecosistemi, e indiretti, che influiscono sugli aspetti socio-economici garantiti dalle foreste. Quindi, quali sono gli effetti diretti della siccità?

  • Ostacola l’assorbimento di nutrienti presenti nel suolo e ne aumenta la concentrazione a livello delle foglie, rendendole più attrattive  per gli insetti defogliatori;
  • Riduce l’attività dei microrganismi nel suolo;
  • Aumenta la mortalità degli alberi in bosco a causa  un fenomeno detto “embolia” (ossia una perdita di efficienza irreversibile nel sistema di trasporto dell’acqua che se protratto per lunghi periodi può diventare fatale)
  • Incrementa la suscettibilità delle piante agli attacchi di insetti e di altri patogeni poiché le piante si indeboliscono e non sono più in grado di difendersi (è il caso del fungo che causa il cosiddetto “cancro carbonioso” nelle querce, che dal bacino del mediterraneo si sta espandendo verso nord grazie al progressivo allargamento delle aree colpite da siccità ogni anno);
  • Aumenta il rischio di incendi, come potete leggere in questo articolo.

Gli effetti indiretti, invece, possono essere i seguenti:

  • Riduzione della produzione di foraggi e di disponibilità idrica per il bestiame con riferimento ai prati e ai pascoli alpini (strettamente connessi al settore forestale), con conseguente aumento dei prezzi alimentari);
  • Perdita di produzione legnosa e quindi effetti negativi sul mercato del legno lungo tutta la filiera produttiva;
  • Riduzione dei servizi ecosistemici, in particolare nel caso di attività turistiche legate in qualche modo all’acqua come la pesca, il rafting, ecc.

La siccità, inoltre, impatta in modo ancora più importante sulle comunità strettamente connesse agli ambienti naturali. Non sono solo le comunità montane italiane a vedere l’impatto della scarsità d’acqua sulle nostre foreste, ma sono soprattutto le popolazioni indigene, che dipendono quasi completamente da questi ecosistemi, a non riuscire a  trovare abbastanza acqua per coltivare, per pescare e, peggio ancora, a vedere le foreste in cui vivono crollare o bruciare nel giro di pochi anni.

Il legame tra persone e acqua. Foto tratta dalla galleria “Eroine indigene” di Sebastião Salgado

Conoscere gli effetti della siccità è fondamentale per garantire i servizi ecosistemici. È importante quindi che chi si occupa di gestire le foreste e gli ecosistemi in generale sia preparato e pronto ad intraprendere delle azioni utili a ridurne la vulnerabilità, a facilitarne il ripristino in caso di eventi estremi (come siccità prolungata o incendi) e ad accompagnare l’ecosistema nel corso del tempo così da aumentarne la resilienza.
Questi aspetti si possono già trovare in azioni concrete come i diradamenti (interventi che mirano a ridurre il numero di piante in un bosco), così da abbassare il fabbisogno idrico complessivo dell’ecosistema e ad ostacolare l’espansione del fuoco in caso di incendio, o la migrazione guidata, ossia la tecnica che prevede l’impianto artificiale di specie che nei prossimi anni saranno meglio adattate all’ambiente in cui si verranno a trovare.

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