Foreste in vacanza: la Foresta Umbra in Puglia

Alla scoperta del Gargano e dei suoi faggi secolari

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Secondo voi il presidente Emiliano ricompenserà mai GdB per la sponsorizzazione turistica che stiamo fornendo? Secondo me no, ma ci si prova comunque. 

Questa meravigliosa terra non ha bisogno di pubblicità! Infatti durante il periodo estivo, a Vieste o Gallipoli, è comune trovare in spiaggia o sul lungomare più veneti e lombardi che pugliesi.

Come tanti miei conterranei qualche anno fa sono stata in vacanza a Peschici, una graziosa piccola cittadina in provincia di Foggia con altre tre amiche. Eravamo alloggiate a pochi chilometri dalla costa e abbiamo girato in lungo e in largo il meraviglioso nastro di spiagge sabbiose, i litorali frastagliati e qualche caletta nascosta. 

Costa di Peschici (FG). Foto di Rachele Rosin.

Tuttavia questa splendida regione non offre solo sole, mare e quell’aria mediterranea che rigenera l’animo e il corpo. Diciamocelo… in Puglia si mangia da dio ed io ho fatto razzia soprattutto dei prodotti locali acquistati dai mercati agricoli che trovavo lungo la strada. 

Fortunatamente Marta, Sbru e Mag (le mie amiche) non sono pigre e grazie a loro la mia bilancia non si è stupita più di tanto al mio ritorno a casa. Sapete perchè? Beh… abbiamo camminato parecchio! Il Gargano, in pratica lo sperone d’Italia, è pieno di trekking e soprattutto pieno di magnifiche foreste da visitare!

La Foresta Umbra e i Faggi 

A davvero pochi chilometri dal mare e dal groviglio di specie che costituiscono la macchia mediterranea, ci si trova immersi in un ecosistema completamente diverso. Non si percepisce più il profumo di salsedine e di brezza marina, ma si respira una fragranza umida, mantenuta dalle fronde degli alberi, e un sentore terroso determinato dalle foglie e dalla corteccia che caratterizzano la lettiera al suolo (strato superficiale formato di resti organici depositati dalle piante e dagli animali). Ci si addentra in uno dei residui di boschi millenari più affascinanti del Sud Italia: la Foresta Umbra, scrigno di biodiversità, tutela un’eccezionale concentrazione di habitat diversi e per questo è una riserva naturale protetta all’interno del Parco Naturale del Gargano. 

Ma cosa c’entra l’Umbria? A dire il vero nulla! La Foresta Umbra deve il suo nome o alle antiche popolazioni di Umbri che abitavano l’area, o al significato latino della parola “umbra” che descrive l’effetto ombroso e cupo della vegetazione rigogliosa e densa. Pur essendo estesa per poco più di 10.000 ettari (circa un decimo del comune di Roma) e coprendo una superficie che spazia tra i 300 e gli 800m s.l.m., la Foresta Umbra detiene il 40% della flora italiana e il 70% degli uccelli nidificanti nel nostro paese. Infatti in base al piano altimetrico è possibile trovare diverse tipologie di vegetazione. Ad altitudini più basse ci si inoltra in un ambiente mediterraneo con lecci, pini e agrifoglio; mentre un po’ più su si possono osservare boschi di cerri e altri tipi di querce, tassi, carpini e numerose specie di aceri. Tuttavia è la fascia di vegetazione più in cima, costituita dal faggio (Fagus sylvatica), la vera protagonista. Le Faggete della Foresta Umbra sono così tanto speciali e meravigliose che nel 2017 sono entrate a far parte del sito transnazionale UNESCO “Faggete primordiali dei Carpazi e di altre regioni d’Europa”.

Bosco di Faggi della Foresta Umbra nel Parco del Gargano. Foto di Rachele Rosin.

Il faggio è una delle mie specie arboree preferite. È un’affascinante latifoglia che presenta una chioma verde profondo che a me evoca una sensazione di completezza e tranquillità. Non ha bisogno di piogge abbondanti, ma sopravvive se “la sua testa è bagnata”. La sua chioma folta raccoglie l’umidità presente nell’aria e le goccioline di acqua, che si vanno a formare, scendono lungo il fusto liscio e vengono assorbite dal suo apparato di radici superficiali.

Magnifico esemplare di faggio vetusto (vecchio e prezioso) (fusto liscio e radici superficiali). Foto di Rachele Rosin.

Ma cosa ci fa il faggio quasi vicino al mare? Vediamo intanto dove si trova. Il Gargano ha un clima influenzato dall’esposizione e dall’orografia: il vento umido proveniente dal mare risale il rilievo, si raffredda e l’umidità si concentra sotto forma di nebbia o condensa atmosferica. In pratica rappresenta l’ambiente perfetto per lo sviluppo del nostro faggio.

Come scoprire la Foresta Umbra: il percorso Sfilzi e Caritate

Ecco un trekking che potrebbe farvi scoprire al meglio la Foresta Umbra! Si tratta del percorso Sfilzi – Caritate, lungo circa 25 km ad anello, con un dislivello di circa 500 metri e di durata di 5 ore. 

Percorso degli Sfilzi-Caritate nella Foresta Umbra.

Da Peschici lungo la SP52bis è possibile lasciare l’auto qui, lungo la strada, in un’area di sosta che si trova poco distante da un’area picnic. Aguzzate la vista e provate a scorgere un cartello in legno con le indicazioni Sfilzi. Il sentiero prosegue in un bosco di agrifogli e cerri e costeggia un’area recintata che protegge la Riserva biogenetica integrale degli Sfilzi. Poco più avanti troverete la più elevata sorgente perenne del Gargano (419 m), la Fontana degli Sfilzi. Seguendo il sentiero, salirete pian piano di quota e noterete come il paesaggio cambi: finalmente potrete ammirare i magnifici esemplari vetusti (vecchi e di valore) di faggio con le verdi chiome accese e i fusti grigi macchiati di bianco.  Parte del percorso è su strada asfaltata, ma non vi preoccupate la SP528 è poco trafficata e all’ombra. Poco più avanti potrete riposarvi ancora immersi nel verde presso la Trattoria Foresta Umbra. Proseguite in direzione nord est verso la Caserma dismessa di Caritate, un tempo a servizio forestale, oggi in abbandono, dove termina il vostro cammino.

Qui trovate il percorso: https://www.mapsdirections.info/it/traccia-itinerario-google-maps/viewMap.php?route=388351 

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