Nome in codice: dendro-microhabitat

Quando il danno per l’albero diventa la risorsa per più o meno chiunque altro in bosco

Tempo di lettura 4′

Faggio secolare con dendromicrohabitat che vengono a formarsi con la crescita dell’albero, in seguito a lesioni, o danni subiti da animali o eventi atmosferici. Col passare del tempo quelle che in principio erano delle piccole cavità possono evolvere raggiungendo dimensioni notevoli come in questo caso! Foto di Giosuè Colarelli

Passeggiando in una foresta possono accadere molte cose interessanti. Se camminiamo in silenzio, e soprattutto se siamo fortunati, possiamo avere l’occasione di ascoltare i versi dei vari animali che popolano il bosco o addirittura avvistarne qualcuno.

Sappiamo tutti che il bosco, oltre che da alberi, erbe e funghi è abitato dagli animali, ma questi ultimi dove vivono? 

Non c’è una risposta unica, poiché ogni specie ha esigenze diverse.  Possiamo avere, infatti, una lepre che per proteggersi si accontenta di nascondersi fra gli arbusti, gentilmente offerti dalla natura, così come possiamo avere un rapace che sceglie di utilizzare i materiali che trova nel bosco per costruire un nido o, ancora, un cervo che si sposta costantemente fra boschi e radure per nutrirsi. Partendo da questi esempi possiamo introdurre il concetto di habitat ossia l’insieme delle condizioni ambientali e fisiche che permettono la sopravvivenza di una data specie. In un ecosistema, come una foresta, grazie alla varietà di queste condizioni, possono essere presenti più habitat e alcuni di questi possono anche essere condivisi da specie diverse.

Dendromicrohabitat su alberi vivi. Foto di Giosuè Colarelli.

Facendo riferimento al bosco, possiamo trovare degli alberi che presentano delle strutture particolari quali, ad esempio, cavità più o meno grandi, fessure, rami spezzati, funghi che crescono sulla corteccia e così via (in realtà è anche possibile che un albero ospiti fra i suoi rami una foresta, potete saperne di più qui). Tutti questi elementi possono essere classificati come dendromicrohabitat. Questa strana parola indica una struttura presente in un albero che, nonostante le sue ridotte dimensioni (per questo è detta micro-), riesce a svolgere in pieno le funzioni di habitat e permette così la sopravvivenza di una o più specie.

In realtà questi dendromicrohabitat sono fondamentali per il mantenimento della biodiversità di un bosco perché diverse specie, soprattutto di insetti e uccelli, senza questi elementi non riuscirebbero a sopravvivere o comunque non riuscirebbero a riprodursi.

Ad esempio è possibile trovare in alcuni alberi delle strutture dette dendrotelmi, che sono delle cavità che almeno una volta l’anno si riempiono d’acqua e la trattengono per un certo periodo di tempo. In Europa, come scritto nel manuale “Dieci fattori chiave per le diversità delle specie in foresta”, solo una quindicina di specie vivono in questi dendrotelmi ma la metà di queste è totalmente dipendente da essi. Ciò significa che senza dendrotelmi circa 7 specie scomparirebbero da quella data foresta! Un’altra fonte utile per riconoscere i dendro microhabitat è la “Guida da campo ai dendro-microhabitat” che trovate qui! Oltre agli elementi direttamente presenti nel legno, anche le piante rampicanti fungono da dendromicrohabitat. L’edera, ad esempio, fornisce riparo a diverse specie di insetti e soprattutto, fiorendo in autunno e fruttificando a fine inverno, diventa una fonte di cibo fondamentale per gli abitanti del bosco, quali ad esempio insetti impollinatori, cervi o uccelli, dato che in questo lasso di tempo le piante offrono poche risorse alimentari. Dell’edera abbiamo parlato proprio in “Soldato edera”.

In base alla presenza dei microhabitat possiamo distinguere in un bosco degli alberi particolari detti “alberi habitat”. Questi sono alberi che, solitamente, hanno raggiunto grandi dimensioni ed età avanzata e che, per questo motivo, sono ricchi di strutture utili a diverse specie forestali. Gli alberi habitat sono quindi una fonte preziosa di biodiversità e la loro presenza è fondamentale per l’ecosistema boschivo.

Un altro aspetto interessante è che alcuni di questi microhabitat vengono a formarsi naturalmente con la crescita degli alberi mentre altri, come diverse cavità, vengono create direttamente dagli animali. Ad esempio il picchio è solito scavare cavità per nutrirsi e altre per nidificare ma, facendo questo, permette ad altri animali quali ad esempio ghiri, martore, ragni o pipistrelli di utilizzarle per varie fasi del loro ciclo vitale.

Albero-habitat sul limitare di una faggeta. Foto di Giosuè Colarelli

Per concludere possiamo dire che un albero, soprattutto un albero habitat, può essere considerato un ecosistema a tutti gli effetti: l’albero stesso rappresenta la parte vegetale, su cui riescono a crescere altre specie di piante, muschi e licheni e che, grazie alle particolari strutture del suo legno, riesce a garantire la sopravvivenza di altre specie animali, assicurandone la continuità nel tempo

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: