Il Potere degli Anelli: la Storia secondo gli alberi pt. 2

Alla scoperta della dendrocronologia, una scienza che guarda nel passato degli alberi per capire il futuro del pianeta

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Tramite gli anelli di accrescimento è possibile datare eventi potenzialmente catastrofici che sono stati in grado di alterare il clima di vaste regioni della Terra per svariati anni, come ad esempio eruzioni vulcaniche estremamente intense. Foto di Davide Frigo (dx) e Freeimages.com (sx).

Ci eravamo lasciati la settimana scorsa con la descrizione della dendrocronologia e dei fenomeni fisiologici che rendono possibile la misurazione degli anelli e il loro confronto con il clima. Inoltre, abbiamo visto come, data la forte correlazione tra ampiezza anulare (“la larghezza degli anelli”) e variabili climatiche, è possibile descrivere come le piante hanno risposto, rispondono e risponderanno a queste variabili. Tali risultati divengono possibili una volta effettuata la procedura di “calibrazione”, ovvero stabilendo la relazione statistica tra ampiezza anulare e segnale climatico. Infatti, una volta “calibrata” la relazione tra ampiezza anulare e andamento climatico, ovvero osservando come gli anelli rispondono a variabili climatiche registrate negli anni da moderni strumenti, è possibile estendere questa associazione nel passato e ricostruire con elevata precisione quello che era il clima nei secoli – o addirittura millenni! – scorsi, magari utilizzando specie estremamente longeve, come pini o sequoie. Questa incedibile particolarità rende gli alberi degli ottimi “proxy”, termine che definisce appunto quelle componenti del mondo naturale tangibili e durature che essendo correlate a temperatura, precipitazioni e molte altre variabili, permettono di ricavare informazioni sulle condizioni climatiche del passato. Tra i proxy più utilizzati nella scienza moderna possiamo citare, oltre gli alberi, anche coralli, carote di ghiaccio e pollini fossili, ognuno rivelatore di diverse storie.

Un pino dai coni setolosi (Pinus longaeva), uno degli esseri viventi più longevi (da cui il nome!) esistenti. Si stima che alcuni esemplari abbiano circa 5000 anni. Foto di Jim Morefield

Grazie alla dendrocronologia e alla sua applicazione in campo climatologico è stato possibile analizzare, e soprattutto datare, numerosi eventi accaduti in passato, come eruzioni che hanno determinato l’abbassamento delle temperature, periodi molto freddi come la Piccola Era Glaciale avvenuta nel Medioevo, la diffusione di insetti parassiti che abbiano potuto creare stress (e quindi anelli più stretti) negli alberi, ma anche eventi antropici, come incendi dolosi, operazioni selvicolturali (ndr il taglio programmato e pianificato degli alberi in foresta) o effetti dell’inquinamento. Gli anelli degli alberi sono stati utilissimi anche nello studiare l’attuale fenomeno dei cambiamenti climatici, che sta interferendo con la quasi totalità degli ecosistemi terrestri e pertanto anche con la crescita delle specie vegetali. Si è infatti potuto osservare, come riportato in questi due studi (LLoyd et al. 2011 e Sarris et al. 2007), pubblicati sulla rivista Global Change Biology, che specie legnose in diverse località del mondo hanno modificato il loro processo di crescita e modificato anche di molto l’ampiezza dei loro anelli negli ultimi 50 anni circa. In questo lasso di tempo è stato possibile osservare un notevole aumento nella crescita degli alberi e arbusti che si trovano agli estremi del nostro pianeta, dove le temperature stanno diventando più favorevoli; a sud, viceversa, si è visto come numerose foreste stiano subendo un declino (e quindi formando anelli più stretti!) a causa di fenomeni quali siccità e aumento eccessivo delle temperature, con conseguenze come incendi o attacchi parassitari.

Gli alberi sono formidabili contenitori di informazioni, che in casi eccezionali possono arrivare a portarci testimonianze di avvenimenti dispersi nel passato. È un po’ come avere a disposizione una gigantesca enciclopedia vivente che può permetterci di capire, o quantomeno studiare, fenomeni e strutture estremamente complesse, come il clima, l’ecologia e gli ecosistemi, lo scambio di energia tra l’atmosfera e le piante e l’influenza che noi umani stiamo avendo sul nostro pianeta. Come se non bastasse, studiare questo archivio arboreo può aiutarci in un compito difficilissimo: prevedere il futuro. Analizzando gli anelli di accrescimento, infatti, possiamo capire come correggere la rotta, adottare strategie che contengano l’attuale crisi climatica . In definitiva, abbiamo un aiuto nel capire e salvaguardare la Terra.

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