Quattro canzoni che ti portano in foresta senza nominarla mai

Dietro musiche moderne che ci evocano suggestioni forestali, si celano artisti che attingono dalle tradizioni e dalla cultura locale

Tempo di lettura 4′

Una musica può parlare di foresta? A volte è una musica lenta e celestiale che ci dà l’impressione di essere immersi nella natura, altre volte è un ritmo tribale di tamburi. La musica folk e popolare è ottima per calare l’ascoltatore nella cultura e nel paesaggio naturale del posto. Per questo abbiamo scelto di proporvi quattro canzoni di autori scandinavi e non solo, che avessero in sé degli elementi della tradizione locale, in modo che fosse più facile risvegliare suggestioni da foresta boreale. Cominciamo subito!  

  1. Eatnemen Vuelie di Frode Fjellheim

La prima canzone che portiamo all’attenzione è Eatnemen Vuelie di Frode Fjellheim, un pluripremiato compositore norvegese di origini Sami, la popolazione indigena che abita la Lapponia. Il brano è stato riarrangiato e chiamato semplicemente Vuelie per il film Frozen dove appare durante i titoli iniziali. Rispetto alla versione usata nel film, in Eatnemen Vuelie compare l’inno natalizio Dejlig er jorden composto dal danese B.S. Ingemann. Il resto della canzone è basata sullo yoik, una tradizione vocale e una forma di comunicazione appartenente alla comunità Sami. Lo yoik viene usato per esprimere sentimenti, ricordare un paesaggio o una persona, oppure per descrivere la sagoma di un oggetto o un animale. È fatto di forti accenti e una serie di sillabe senza significato. 

  1. Trøllabundin di Eivør 

La seconda canzone è Trøllabundin, scritta da Eivør per l’album Slør uscito nel 2015. Nata e cresciuta nelle isole Faroe, Eivør è un’artista versatile che prende ispirazione dalla cultura e dalla natura del suo paese fatta di grandi spazi aperti che le hanno lasciato anche tanto spazio creativo. All’età di 13 anni Eivør prese un registratore e andò di casa in casa a registrare vecchie ballate faroesi dagli anziani del posto, da cui poi ha preso ispirazione per i suoi brani. L’album Slør è stato tradotto interamente in inglese nel 2017, ad eccezione dell’ultima traccia, la glaciale Trøllabundin, che è rimasta in lingua faroese. Anche se non le conosciamo, da questa canzone si può assaporare sia la cultura sia la natura avvolgente seppur con poche foreste, dobbiamo ammetterlo, delle isole Faroe.

  1. Calling the Aurora (Northern Lights Kulning) di Christine Hals

Il “kulning” è un’antica tradizione scandinava che consiste nel cantare per richiamare le bestie libere al pascolo in stalla alla sera. Chi attendeva agli animali, di solito le donne, emetteva sonori e spesso molto acuti vocalizzi per risparmiarsi la fatica di radunare il bestiame a mano, che in questi posti ha molto spazio a disposizione per sparpagliarsi. Oggi la tradizione è tenuta viva da pochi allevatori, ma il kulning è diventato anche una forma d’arte e artisti come Christine Hals lo hanno incorporato nella loro musica. Hals è una compositrice svedese-norvegese che ha imparato e usato il kulning da bambina per richiamare le capre per i fiordi norvegesi. Durante un periodo di studio il California ebbe modo di raccontare questa tradizione ad alcuni compositori della Disney che poi la incorporarono nel brano di Frozen II Into the Unknown. Calling The Aurora è la sua composizione più popolare in cui fa proprio uso del kulning.

  1. Othan di Heilung

Visto che questo non vuole essere un articolo incentrato su Frozen, passiamo adesso a una canzone dai toni sciamanici, di un gruppo che durante i concerti si pittura la faccia e si veste addobbandosi di piume e di palchi di cervo. Vederli mette un po’ di inquietudine e turbamento ma il loro intento è usare la musica come mezzo di guarigione, esattamente come degli sciamani. Il gruppo è composto da membri danesi, norvegesi e tedeschi. La canzone Othan fa parte dell’album Futha del 2019. Il testo di Othan è tratto da un poema in norvegese antico ed è facile immaginarsi guerrieri che si preparano lance dal legno degli alberi o antichi druidi che compiono riti sacrali immersi nella natura.

Le proposte musicali che si rifanno a temi naturali sono infinite. Per questa rassegna sono state scelte appositamente canzoni senza testo come Calling The Aurora, oppure con un testo senza significato, come la maggior parte di Eatnemen Vuelie, o ancora con testo in lingua incomprensibile come Trøllabundin e Othan. Riescono a farvi percepire la foresta senza mai nominarla? 

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