Cirmolo e Nucifraga

Storie di ritrovato coraggio e generosità al limite del bosco

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I semi del pino cembro (Pinus cembra) sembrano a priori non possedere caratteristiche favorevoli alla loro diffusione. Fortunatamente, la natura ha trovato una soluzione a questo problema, grazie ad un uccello: la nocciolaia (Nucifraga caryocatactes). Tuttavia questo uccello spesso seppellisce i semi del pino in luoghi poco favorevoli alla loro germinazione. La diffusione delle sementi da parte di questo uccello ha un effetto accessorio, ma ciononostante estremamente utile sotto il profilo della silvicoltura e della conservazione della natura.

Autunno

Cirmolo era un annoso esemplare di pino, precisamente un pino cembro. Apparteneva alla famiglia delle Pinaceae e come tutti i pini cembri era caratterizzato da una densa chioma verde scuro, che nelle giornate nuvolose gli conferiva un’aria triste e malinconica. Tra i suoi rami, formati da ciuffi con cinque aghi, si era sviluppata anche una strana barba di bosco, un lichene filamentoso dal colore grigio verdastro che confermava il passaggio di numerosi autunni. 

Era un essere saggio e dal carattere intenso, tuttavia da anni si era chiuso in sé stesso e preferiva rimanere in silenzio ad aspettare lo scorrere del tempo. Il suo portamento si era ormai adeguato al suo stato d’animo triste: il vigore e l’energia che lo caratterizzava in passato lo avevano ormai abbandonato. 

Un cirmolo, detto anche pino cembro. Foto di V. Fighera.

Anche in quell’anno l’autunno aveva ridipinto di rosso e giallo il paesaggio e tutto sembrava immobile. Tuttavia avvenne qualcosa: Nucifraga una nocciolaia si appollaiò su un grosso ramo di Cirmolo. Era un robusto uccello dal forte temperamento, aveva il piumaggio dal caldo colore bruno-cioccolata con qualche punta di bianco e beige sul ventre, ma ciò che caratterizzava di più il suo aspetto, era il becco forte e allungato a forma di pugnale.

Il volatile tornò anche il giorno successivo e quello dopo ancora: continuavano a sorgere i soli e la nocciolaia si appoggiava come al solito sul grosso ramo. Come ogni giorno Cirmolo aspettava l’arrivo di Nucifraga desideroso della sua silenziosa compagnia, ma quel giorno raccolse il suo poco coraggio e mentre l’uccello prendeva il volo, lo ringraziò borbottando sommessamente.

Nocciolaia (Nucifraga caryocatactes). Disegno di R. Rosin

Il pino cembro scoprì a sue spese la portata del suo piccolo gesto, ma ne fu contento: Nucifraga era una chiacchierona e non finiva mai di parlare. Al contrario di quanto si pensasse delle nocciolaie, non erano esemplari dimenticoni e un po’ sciocchi, ma corvidi attenti, dalla battuta pronta e dalla memoria infallibile.

Inverno

Arrivò l’Inverno e portò con sé il freddo e la candida neve. Anche se Nucifraga aveva rallegrato di molto l’annoso pino cembro, Cirmolo aveva ancora il cuore pesante. Stanco di portare il suo peso da solo, si confidò con la nocciolaia: il pino si sentiva incapace e più si confrontava con le altre conifere, più la sua insicurezza cresceva. Rispetto alla maggior parte dei semi delle altre specie, i suoi non possedevano alette per volare, erano pesanti e inoltre, la pigna che li ospitava non si apriva mai da sola. All’albero sembrava che a priori i suoi semi non possedessero caratteristiche favorevoli alla loro diffusione e per questo da qualche anno la sua produzione era andata scemando.

Nucifraga riflettè per un momento e affermò con sicurezza: “La Natura avrà trovato sicuramente una soluzione a questo problema! Ricordati … Sei nato da un seme di pino cembro e non puoi che portare avanti la tua specie! Devi avere fiducia in te e nel fatto che tu sia un pino, a volte noioso e burbero, ma pur sempre un pino!”. Ogni volta che la pianta si perdeva tra le sue preoccupazioni e paure, Nucifraga gli ripeteva quanto dovesse farsi forza e raccogliere coraggio. 

In quelle giornate rigide e poco luminose, grazie al sostegno della sua amica, le cose andavano migliorando per Cirmolo che aveva raddrizzato il tronco, rinfoltito la chioma e aggrappato meglio le radici al terreno. Ma non era così per la povera nocciolaia: quando, come di consueto, l’uccello atterrò sul ramo, il cembro si accorse che qualcosa non quadrava, Nucifraga non riusciva a reggersi sulle zampe, i suoi battiti d’ali erano sempre più brevi e il suo respiro flebile. Aveva fame! 

Desideroso di essere d’ aiuto, Cirmolo le offrì un po’ di riparo tra le sue fronde più basse e le suggerì di mangiare qualche seme per riprendere un po’ le forze. Nucifraga accettò l’offerta e ringraziò il pino che le aveva donato quello che aveva di più caro e le aveva permesso di superare la più terribile delle stagioni!

Primavera

Arrivò la Primavera che con il suo clima un po’ più mite e favorevole aveva iniziato a donare energia e vitalità. Cirmolo si scrollò la neve di dosso e si godette il vento tiepido che sfiorava gli aghi. Sapeva che quello era il suo anno, sapeva che non avrebbe prodotto una grande quantità di semi, ma era più fiducioso e era sicuro ne avrebbe prodotti un po’ di più dell’anno precedente. E fu così! Anche se i suoi semi erano pesanti e senza ali, qualcosa o qualcuno lo avrebbero aiutato nella sua missione.

Nucifraga era la chiave. Vista la dignitosa produzione di semi del Cirmolo, la nocciolaia prese con il becco alcuni semi e iniziò a nasconderli in luoghi riparati e protetti. Instancabile aveva dato vita a numerose riserve di semi nel terreno: alcune sarebbero state utilizzate come provvista per la prossima stagione fredda, altre sarebbero state consapevolmente dimenticate.

Estate

Il Sole aveva fatto esplodere i colori e i profumi dell’Estate e una calda vivacità si era fatta strada tra gli abitanti del limite del bosco. Il pino cembro e la nocciolaia si godevano silenziosamente il tepore della stagione e la gioia di passare del tempo insieme, quando improvvisamente l’albero notò finalmente qualcosa che poco distante stava con forza prendendo vita: erano i germogli di nuovi pini cembri nati dai suoi semi. Cirmolo e Nucifraga sapevano di poter contare l’uno sull’altra nei momenti di maggiore difficoltà, di fame e di sconforto. La Natura aveva manifestato la soluzione!

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