Un albero per Capodanno

Storia del trasformismo di un abete sotto le feste

Tempo di lettura 4′

Decorare l’albero per le feste è di importanza quasi fondamentale nel periodo natalizio: quello, assieme al presepe, è di fatto il simbolo per eccellenza delle festività invernali. Questa pratica è ormai la prassi nel mondo occidentale, che prescinde dalle tradizioni e dalle consuetudini religiose: basti pensare che originariamente si trattava di una tradizione pagana diffusa nel Nord Europa, ma che si è poi diffusa in tutti i Paesi cristiani.

Eppure esiste un angolo del globo terrestre che non segue questa pratica, non del tutto almeno. Nei Paesi delle ex Repubbliche Sovietiche, infatti, l’abete si addobba in occasione della fine dell’anno. Per cui si può chiaramente parlare di “Albero di Capodanno”.

L’Albero di Capodanno addobbato di fronte al Cremlino. (Fonte: MIOVISTO)

La tradizione di decorare l’albero arrivò in Russia dall’Europa all’inizio del XVIII secolo. In Russia, dove allora si seguiva il calendario giuliano, il 25 dicembre cadeva in corrispondenza dell’attuale 1° gennaio, e lo zar Pietro il Grande ordinò di festeggiare il Natale addobbando un albero di abete. L’adeguamento di data lo si sarebbe raggiunto solo nel 1918 con la Rivoluzione e il passaggio della Russia al calendario gregoriano. Per capire quanto l’impatto che questo simbolo ha avuto sulla cultura russa, basti pensare che persino il balletto russo più celebre, “Lo schiaccianoci” di Chaikovskij, è ambientato “sotto l’albero di Capodanno”.

Con il susseguirsi degli avvenimenti storici successivi (la Rivoluzione russa e poi la nascita dell’Unione Sovietica) si attuò un’autentica scissione tra stato e chiesa che portò tutta la simbologia legata alle feste religiose a sparire, ma non l’albero addobbato! Ai tempi dell’URSS, le feste religiose e borghesi furono semplicemente trasformate in feste laiche, e le tradizioni relative al Natale, come quella del decorare l’abete e scambiarsi i doni, vennero spostate verso la notte del 31 dicembre. Negli anni Trenta, addirittura, diventò sempre più comune organizzare feste di Capodanno per bambini sovietici, che erano chiamate “jolki” (ossia “abeti” in russo). L’albero così, perso ogni legame con la festa della Natività, diventò semplicemente un simbolo per ricordare le feste e ancora oggi viene addobbato anche dalle minoranze religiose, tra cui musulmani e buddisti. Ancora oggi il Capodanno è la festa più importante dell’anno per tutte le persone in Russia (e nelle ex repubbliche sovietiche), anche per questo motivo.

Oggi l’albero di Capodanno rimane una tradizione pressoché familiare, ma è molto comune trovarne uno pubblico decorato anche nelle più grandi città della Russia. Quello principale del Paese viene allestito nella Piazza Rossa, di fronte al Cremlino, e viene scelto con caratteristiche ben precise, talmente precise che viene istituita un’apposita commissione che si occupa della selezione degli esemplari.

Gli esperti che compongono questa commissione lavorano per diverse settimane e prestano particolare attenzione all’aspetto dell’albero. Deve, innanzitutto, trovarsi ai margini della foresta, in modo che sia facilmente accessibile e che abbia una chioma molto profonda, tratto distintivo del tipico abete delle feste. Deve essere di forma piramidale regolare, senza curvature e buchi nella chioma, e il colore degli aghi deve essere brillante. L’albero deve anche essere alto attorno ai 30 metri, avere circa 100 anni, con un diametro di 60-70 centimetri nel punto di taglio. Gli aghi e il tronco devono essere completamente sani.Di solito, decine di alberi soddisfano i criteri e la commissione sceglie l’abete migliore e 1-2 extra per essere coperti nel caso in cui dovesse succedere qualcosa all’albero principale.

Esempi di profondità di chioma: gli alberi al margine del bosco hanno più spazio per sviluppare la chioma verso la base dell’albero e quindi diventa più profonda. Quelli all’interno del bosco sviluppano la chioma nella loro parte più alta dato il poco spazio a disposizione. Foto di Francesco Sforza.

La scelta di questa particolare fascia di età, secondo gli esperti, è importante per avere alberi con queste caratteristiche, ma anche per preservare gli abeti più giovani e andare quindi a “sacrificare” esemplari già piuttosto vecchi e potenzialmente deboli e vulnerabili. Inoltre, l’albero dovrà mantenere il suo bell’aspetto per alcune settimane dopo essere stato tagliato, sopportando basse temperature e ingenti quantità di neve quindi deve essere ancora forte. Gli esperti verificano che l’abete non sia in parziale decomposizione, non abbia rami spezzati né lesioni del tronco. Le condizioni dell’abete sono oggi controllate con mezzi tecnologici. Prima gli specialisti usavano una trivella molto sottile, ma, ad oggi, viene utilizzato un resistografo: uno strumento, simile ad un trapano dalla punta molto sottile come funzione, che permette un’analisi non distruttiva dello stato di salute del legno. Questo strumento consente di valutare la presenza di cavità, di aree degradate, aree con vuoti, nodi e fessure, aventi densità differenti rispetto a quella presente in un legno sano.

Fare l’albero per le feste in Russia, insomma, è un vero e proprio affare di stato.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: