Alberi come parti di “solide strutture” contro i cambiamenti climatici

Qual è la relazione tra legno in edilizia e la mitigazione di cambiamenti climatici?

Tempo di lettura 4′

Quando si pensa ai grandi edifici delle città, come ad esempio grattacieli, ponti e anche case, spesso si pensa al vetro, all’acciaio e al calcestruzzo come principali materiali usati per erigerli. E se vi dicessi che il legno è un materiale per molti aspetti utilizzabile tanto quanto i precedenti, e che in più ci aiuta a combattere i cambiamenti climatici?

Cit. Morpheus. Foto di Markus Spiske da Pexels

Come conferma, il settore dell’edilizia in legno, con strutture sempre più ambiziose e belle, continua a crescere e migliorarsi

L’edificio in legno più alto d’Italia, ad esempio, si trova a Rovereto (Trentino-Alto Adige) e per la sua costruzione è stato utilizzato molto legname rimasto dopo la tempesta Vaia, che ha colpito duramente le foreste del nord est nel 2018. Vediamo quindi come mai il legno è un materiale idoneo a costruire edifici moderni e come ci aiuta in questa lotta.  

Ciclo del carbonio, legno e gestione forestale

Come forse saprete, il legno è in gran parte costituito da carbonio che la pianta ha assorbito durante la sua vita e che ha utilizzato per costruire i mattoni che l’hanno sostenuta e le hanno permesso di raggiungere grandi altezze. Questi mattoni, se così possiamo definirli, costituiscono la “lignina”. La lignina è una componente della parete delle cellule vegetali e quando se ne trova tanta la pianta viene detta “legnosa”.

Da dove viene questo carbonio? Ovviamente dall’atmosfera, sotto forma di CO2, che viene assorbita e scomposta durante la fotosintesi clorofilliana. Il carbonio viene immagazzinato nel fusto e nei rami delle piante legnose. 

Croce in legno dipinta da Giotto, data: 1305. E’ un esempio di come il legno opportunamente conservato possa essere durevole e mantenere il carbonio immagazzinato molto oltre la vita della pianta da cui è stato estratto. Foto di G. Pagot

Insomma gli alberi sono, anche, dei magazzini di carbonio e in questa azione ci aiutano a riassorbire la CO2 che noi emettiamo. Cosa succede poi? Un giorno l’albero muore e pian piano, in un processo che può richiedere anche qualche decennio, viene degradato; tutta la CO2 viene rilasciata nuovamente in atmosfera e il ciclo ha nuovamente inizio. 

E’ qui che entra in gioco l’azione dell’uomo che può beneficiare di questa abilità delle piante di stoccare CO2 a suo vantaggio. 

Con una gestione forestale ben pianificata si possono estrarre grandi quantità di legname senza compromettere la funzionalità e la salute degli ecosistemi e ottenere un materiale da costruzione che non solo ha delle buone proprietà strutturali, ma è anche carbonio che noi stiamo mantenendo stoccato per molto tempo dopo la morte della pianta (al contrario di quello che facciamo estraendo i combustibili fossili da sottoterra, dove andiamo a liberare carbonio che era stato eliminato dal suo ciclo attuale).

Ma anche senza dover costruire interi edifici in legno, anche farne solo delle parti è un buon inizio: basti pensare alle travi dei tetti, ai pavimenti, ai mobili e così via. Tutti questi prodotti ci permettono di compensare, almeno in parte, le emissioni che produciamo. 

Un solaio in legno. Foto di G. Pagot.

Vantaggi e svantaggi nell’utilizzo del legno

Vediamo un attimo quali altri aspetti dell’utilizzo del legno lo rendono una scelta vincente: quando si tratta di costruire e combattere i cambiamenti climatici allo stesso tempo:

  • estrarre e lavorare il legno richiede molta meno energia della produzione di acciaio e calcestruzzo,
  • il legno è riciclabile,
  • il legno si può integrare in sistemi di acciaio e calcestruzzo, che non necessariamente lo escludono e questo permetterebbe un minore utilizzo dei due materiali a maggior impatto ambientale.

Esiste anche qualche controindicazione, che può però essere gestita:

  • il legno ha una durata minore di calcestruzzo e acciaio, tuttavia è anche vero che le città sono sempre più dinamiche e gli edifici vengono sempre più frequentemente abbattuti e ricostruiti, perciò la durata non è necessariamente un aspetto da considerare negativo.
  • la possibilità che venga utilizzato legname proveniente da foreste mal gestite, senza pianificazione e senza certificazioni (come FSC o PEFC), che assicurino il rispetto delle regole da un punto di vista sociale e ambientale dal momento dell’estrazione a quello della realizzazione del lavoro.

Quindi, cosa ne pensate del legno? Se avrete occasione di costruirvi o comprare una casa, proverete a cercare qualcosa fatto in legno dell’arredamento e delle finiture? 

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