La salvaguardia dei boschi trasmessa anche ai più piccoli

Campiscuola di volontariato: l’iniziativa della Protezione Civile a tutela dell’ambiente

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La tutela forestale non è una tematica che riguarda solo gli adulti. È quanto pensato dal Dipartimento della Protezione Civile e da tutti quegli enti (Legambiente, FAI, ecc.) che, ormai da anni collaborano con le associazioni di volontariato di tutta Italia per realizzare campiscuola estivi per ragazzi dai 9 ai 16 anni.

Gli obiettivi principali riguardano la tutela del patrimonio boschivo e naturalistico, la prevenzione dei rischi e soprattutto la sensibilizzazione dei più giovani alla cura dell’ambiente, associando il divertimento alla formazione.

Camposcuola di protezione civile. Foto di Protezione Civile Bellizzi

In provincia di Salerno, per esempio, l’associazione Protezione Civile Bellizzi organizza dal 2005 campiscuola estivi completamente immersi nel verde. Punto chiave di quest’esperienza è che i partecipanti, per tutta la durata del campo, dormono in tenda, vivendo un vero e proprio campeggio a stretto contatto con la natura.

Oltre ad apprendere l’importanza di fare una corretta raccolta differenziata, dell’uso improprio e sproporzionato della plastica, i partecipanti hanno l’opportunità di conoscere dal vivo i boschi della zona, imparando a prendersene cura e a tutelarli dai rischi cui sono sottoposti. I programmi delle attività, che variano in base all’età dei ragazzi, comprendono passeggiate alla scoperta della flora e della fauna per i più piccoli e veri e propri percorsi di trekking per i più grandi, approfondendo lo studio del rischio idrogeologico, dell’importanza degli alberi per la stabilità del terreno e studiando gli eventi passati che hanno cambiato la struttura delle nostre terre. Ogni attività è accompagnata da una lezione teorica sulla lettura di una carta topografica e dalle modalità corrette per orientarsi in montagna, in modo da sviluppare, nei giovani, una leggera autonomia nelle attività pratiche in campo.

Viene approfondito il tema degli incendi boschivi, il cui spegnimento rientra tra le principali competenze di un volontario di protezione civile. Infatti, sotto il controllo di volontari AIB addetti, i ragazzi imparano quali sono i principali mezzi di spegnimento di un incendio di piccole/medie dimensioni, utilizzandoli direttamente, e quali sono le tecniche per prevenirli o quanto meno, ridurne i danni, come lo studio e la progettazione di viali tagliafuoco o di fuoco prescritto.

Antincendio boschivo. Foto di Protezione Civile Bellizzi.

E’ fondamentale che i giovani vengano abituati già dall’adolescenza a prendersi cura del territorio circostante, tanto quanto è importante stabilire, da subito, un contatto con la natura. Visto che la gravità delle questioni ambientali chiamano in causa la possibilità di sopravvivenza del genere umano nel lungo termine, è giusto stimolare le nuove generazioni, in modo che siano loro i principali attivisti di azioni sostenibili in grado di salvaguardare il futuro.

Svolgere attività all’aperto, soprattutto per i più piccoli, può essere un’opportunità per rendere il bosco un’aula di apprendimento a tutti gli effetti. Addirittura, alcuni studi sostengono che passare del tempo in natura allevia lo stress, diminuisce l’ansia e sviluppa capacità creativa e attenzione, soprattutto in giovane età.

Dopo l’emergenza COVID-19, che ci ha costretti a limitare fortemente le nostre possibilità di movimento al di fuori del contesto domestico, quanto può essere utile trascorrere qualche giorno lontani dalla città, dalla tecnologia, e vivere un’esperienza alternativa?

Considerando che non è un’esperienza formativa solo dal punto di vista ambientale, ma anche da quello sociale, è un’opportunità per tutti i giovani, oggi più che mai.

Per esempio, a seguito del camposcuola svolto dall’associazione Protezione Civile Bellizzi quest’anno, dalle impressioni dei ragazzi che hanno partecipato è stato notato che al di là degli apprezzamenti vari per le attività svolte, per la struttura e la cordialità dei volontari, il campo è stato un punto di partenza per riprendere ad agire su quegli aspetti “sociali” che l’emergenza COVID-19 ha evidenziato particolarmente, come la timidezza, l’introversione e la paura di esporsi, permettendo ai ragazzi di stringere dei legami d’amicizia. 

Oltre a questo, se pensiamo pure che il verde è il colore della tranquillità, e in un campeggio c’è verde ovunque, è sicuramente un’esperienza che merita di essere vissuta.

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