Che alieno invasivo!

Le specie aliene invasive: chi sono, cosa fanno e come poterle gestire.

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Quando viene associato ad una persona o una cosa il termine “invasivo”, la nostra mente riporta sensazioni di fastidio e soffocamento, perciò ci viene istintivo evitarlo o provare a eliminarne la sgradevolezza. Ebbene, anche nel campo scientifico-ambientale viene utilizzato il termine “invasivo” per indicare quelle specie esotiche, cioè estranee a un determinato habitat perché introdotte accidentalmente o volontariamente dall’uomo. Queste specie influenzano notevolmente l’ambiente in cui si instaurano, a tal punto da modificare la maggior parte dei processi ecologici al suo interno. Stiamo parlando di specie di piante e animali presenti  in molti ecosistemi : dalla terra, ai cieli, alle acque salate e dolci. Un esempio, ben presente anche nella realtà italiana, è la diffusione della testuggine palustre americana (Trachemys scripta), una specie di tartaruga d’acqua dolce facilmente riconoscibile per le macchie rosse e le strisce gialle visibili sul collo.. Oppure si può incontrare il corvo indiano (Corvus splendens) nei Paesi Bassi: originario appunto dall’India, è stato introdotto per esempio in Medio Oriente e può diffondersi come specie invasiva anche in Europa.

Ma queste specie come hanno fatto a spostarsi? 

Sono state introdotte dall’uomo, volontariamente come specie ornamentali o accidentalmente attraverso anni di commercio e spostamenti attorno al globo.

Negli ultimi decenni il settore della tutela e valorizzazione ambientale ha sviluppato la necessità di individuare le specie aliene invasive, studiarle e trovare metodi per contrastarne la diffusione.

Il primo passo per combattere queste specie fu fatto dai Paesi dell’Unione Europea nel 2015 attraverso la disposizione del Regolamento Europeo n. 1143/2014 “recante disposizioni volte a prevenire e gestire l’introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive”, con una lista in cui vengono specificati nome comune, nome scientifico, caratteristiche di ogni specie aliena invasiva e la sua incidenza ambientale per l’Unione Europea.

Nel 2018 entrò in vigore il Decreto Legislativo italiano del 30 gennaio in cui furono definite le procedure chiave per mitigare l’introduzione, la comparsa e diffusione di queste specie.

In Italia i dati vengono raccolti dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)) attraverso il progetto LifeAsap (Alien Species Awareness Program) e dal Ministero della Transizione Ecologica: entrambi hanno confermato che negli ultimi 30 anni è aumentata esponenzialmente la presenza di specie aliene invasive. Queste non solo minacciano l’integrità degli ecosistemi –  e quindi servizi ambientali che offrono all’uomo – , ma provocano anche un dispendio ingente di energie e risorse per contrastarle e/o eliminarle. Oltretutto, entrando in concorrenza con le specie native, provocano enormi danni anche alle attività agricole. Un esempio è il calabrone asiatico (Vespa velutina nigrithorax), un insetto simile al calabrone ma di dimensioni maggiori, che attacca gli alveari delle api e compete con loro per procurarsi il polline, oltre a cibarsi anche di frutta, contribuendo a rovinare i raccolti degli agricoltori e apicoltori. 

Altro esempio di specie aliena invasiva che possiamo vedere ovunque, solo aguzzando la vista durante le passeggiate in campagna, è l’ailanto (Ailantus altissima).

Fotografata è anche bella, dai colori sgargianti, come potete vedere qui sopra, ma in realtà è una pianta che riesce a crescere in moltissimi ambienti e con diverse condizioni climatiche, dalla crescita annuale elevata, dall’odore sgradevole e dal polline fastidioso.

Un altro caso è quello della nutria (Myocastor coypus), un roditore onnivoro che vive sia in spazi aperti che nelle reti fognarie delle città, capace di adattarsi facilmente, sfruttando le risorse fino all’esaurimento e modificando così l’habitat a suo gradimento ma anche a discapito delle altre specie. Quindi, attenti, non fatevi ingannare dalla faccia paffuta e carina in foto!

Come poter contrastare la loro diffusione? 

Una buona usanza è quella di segnalarne la presenza chiamando il numero fisso del Corpo Forestale dello Stato (nelle Regioni a Statuto Speciale) o dei Carabinieri Forestali oppure del Comune in cui vi trovate in quel momento, così che verranno individuate e gestite secondo le norme vigenti dal personale addetto. 

Un altro sistema, molto più coinvolgente, è quello proposto sempre dal progetto LifeAsap: all’interno del sito potete trovare la sezione “Cosa puoi fare”, in cui chiunque può scaricare l’applicazione che permette di segnalare in tempo reale la specie invasiva individuata e il luogo in cui si trova, così da poter trasmettere dati in tempi brevi ai ricercatori. Contribuirete quindi a creare una rete di informazioni sempre più ampia ed evoluta, in modo da contrastare, segnalazione dopo segnalazione, le specie invasive.

Quasi come giocare al videogioco “Pokémon Go”! Semplice e divertente! Che aspettate? Diventate anche voi un Alien Ranger!

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