Cosa ringrazieremo se tra alcuni secoli le foreste esisteranno ancora?

La frontiera della genetica nell’uso del forest reproductive material

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Foto di jggrz da Pixabay

Sapete perché il cambiamento climatico è così pericoloso? Perché è rapido. È normale che il clima cambi, è già successo nel corso della storia della Terra. Ma oggi, nel ventunesimo secolo, il clima sta cambiando troppo velocemente perché molte specie riescano ad adattarsi in tempo. Se non ci riescono, migrano dove trovano le loro condizioni ideali, oppure scompaiono. Per questo motivo oggi si parla della sesta estinzione di massa nella storia della Terra. Si parla molto dell’estinzione degli animali, ma anche le specie vegetali, tra le quali quelle forestali sono sottoposte a una forte pressione evolutiva. Mantenere le foreste sane e prospere nonostante il cambiamento climatico è vitale per la nostra stessa sopravvivenza: stabilizzano i versanti delle montagne, assorbono anidride carbonica e alimentano le piogge (per approfondire il nesso tra foreste e clima, clicca qui). Mantenerle produttive è fondamentale per far fronte alla crescente domanda di prodotti, come legname di qualità, oli e aromi, e servizi, come prevenzione di valanghe e filtrazione dell’acqua, in corrispondenza alla crescita demografica globale. 

La rigenerazione naturale delle foreste è troppo lenta

In natura, la rigenerazione forestale avviene così: le piante producono i semi, alcuni dei quali germogliano. Le piantine competono per la luce, e solo quelle più adatte ce la fanno e diventano alberi adulti. La selezione naturale favorisce così gli individui più adatti che trasmetteranno le caratteristiche ai loro semi. In questo modo, le specie adattano la propria genetica in base alle condizioni esterne. Questo processo di adattamento evolutivo, come è già stato detto, è però troppo lento per tenere il passo con i rapidi cambiamenti climatici. Avremo quindi foreste deboli e sotto stress in futuro? Una soluzione per aiutare le foreste c’è ed è il forest reproductive material (materiale di riproduzione forestale). 

La rigenerazione artificiale fa uso di alberi geneticamente migliorati

Con materiale di riproduzione forestale si intendono semi, piantine o parti di piante appositamente prodotte per afforestare (creare nuove foreste dove prima non c’erano), riforestare (ricreare la foresta dove è scomparsa in tempi recenti) o rigenerare la foresta (in caso questa sia stata danneggiata, impoverita o inquinata). Questo materiale viene selezionato geneticamente in modo che sia adattato alle condizioni climatiche future. Questa selezione non comporta alcuna ricombinazione del DNA, perciò differenzia gli alberi geneticamente migliorati dagli OGM. Semi e piantine, per poter essere commercializzati, devono essere prodotti in vivai, arboreti da seme o riserve naturali biogenetiche certificati. All’inizio di un programma di selezione genetica, gli alberi migliori vengono individuati in base alle loro caratteristiche fisiche, e in seguito vengono analizzati geneticamente. I migliori alberi risultati dall’analisi genetica vengono incrociati tra di loro per ottenere la nuova generazione di alberi migliorati. Ad esempio, alberi migliorati possono crescere più velocemente, o emettere gemme più tardi per evitare che le gelate tardive, che avvengono quando le piante si risvegliano alla primavera, le danneggino.

Conoscere le criticità del metodo aiuta a prendere decisioni migliori

Ci sono due principali punti di domanda collegati all’uso del materiale di riproduzione. Il primo è che le previsioni di come cambierà il clima non sono sempre accurate, e quindi non si è sempre certi di cosa sia meglio piantare e dove. Il secondo sta nel fatto che il potenziale di adattabilità del materiale, cioè la capacità delle piantine di adattarsi all’ambiente in cui vengono trapiantate, non si può sempre prevedere. Sapere quanto il materiale di riproduzione usato sarà effettivamente capace di adattarsi in futuro, può essere discriminante nella scelta di usare la rigenerazione artificiale piuttosto che quella naturale. E poi c’è il fatto che la rigenerazione artificiale diminuisce la diversità genetica, che è fondamentale perché una foresta possa far fronte a dei disturbi improvvisi. Quando una foresta è diversa, disturbi come l’attacco di un parassita saranno sì devastanti per alcuni individui, ma causeranno danni più lievi in altri, assicurando così la sopravvivenza di alcuni alberi.

Facendo attenzione a mantenere un equilibrio tra il rendere artificialmente la foresta più produttiva e conservare una buona diversità genetica, tutto sommato, la rigenerazione artificiale può essere uno strumento valido di gestione sostenibile della foresta.

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