Le regole dei boschi

Alcuni pratici consigli da seguire quando si fa un’escursione nel bosco

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Le limitazioni per il Covid-19 a cui siamo soggetti da più di un anno stanno risvegliando nella gente la necessità di uscire all’aria aperta e di trascorrere del tempo immersi nella natura, lontano dai grandi centri urbani che, oltre che affollati, sono anche molto spesso grigi e monotoni. Proprio per questo motivo, parlando di turismo, nell’estate 2020 le località di montagna sono state le meno colpite dagli effetti della pandemia, insieme ai Comuni a vocazione storico, artistica culturale e paesaggistica che, anzi, hanno registrato un lieve aumento del numero di visitatori. È presumibile quindi che anche la prossima estate possa verificarsi lo stesso, il che è un bene per molte realtà rurali che possono così trarre grande giovamento dal settore terziario. 

Tuttavia, troppo spesso, l’aumento del turismo è seguito da un aumento delle problematiche ambientali, come l’incremento dell’inquinamento dell’aria, il peggioramento della qualità degli spazi comuni a causa dell’abbandono di rifiuti, danni alla flora e alla fauna, ecc.. Al fine di minimizzare questi problemi, ecco alcuni semplici consigli per un turismo responsabile dei possibili effetti che ha sulle foreste.

Le foreste della Valgardena (BZ). Foto di Federico Romanato.

Innanzitutto, la legge prevede il rispetto dell’ambiente in qualsiasi contesto in cui ci si trovi, tanto di più se si ha a che fare con aree naturali o, ancor di più, protette (parchi nazionali, parchi regionali, siti Natura 2000, ecc.). Inoltre, le azioni di una persona, prese singolarmente, possono sembrare insignificanti, ma se le stesse vengono ripetute da tutti, possono sorgere problematiche non trascurabili.

Prendendo spunto dai regolamenti di alcune aree protette in Italia, di seguito riporto cinque semplici regole da rispettare quando si va in una foresta:

  1. Porta i tuoi rifiuti a casa

Tutti gli oggetti, compresi i residui di cibo, che vengono abbandonati in montagna, oltre a causare un danno estetico al paesaggio, possono causare molti più danni di quanto ci si possa aspettare. Infatti, salendo di quota le temperature diminuiscono e, di conseguenza, anche una semplice salvietta di carta può rimanere intatta per periodi più lunghi (anche fino ad un anno) rispetto alle zone di pianura. Inoltre, rifiuti come lattine e bottiglie possono attirare animali selvatici (si pensi ai piccoli mammiferi o ai rettili) che però ne rimangono feriti o intrappolati. Per questa ragione, è importante riportare tutti i rifiuti a valle e gettarli negli appositi cestini.

  1. Non raccogliere piante e minerali, e tanto meno insetti

Spesso capita che durante le escursioni i turisti siano tentati di raccogliere qualche fossile o pietra colorata da conservare come ricordo nel tempo. Oppure vengono raccolti diversi tipi di fiore per poi essere trapiantati in vaso a scopo ornamentale. Tali pratiche sono, nella maggior parte dei casi, vietate per legge (si veda ad esempio il Testo unico in materia di coltivazione, raccolta e prima trasformazione delle piante officinali) in quanto si tratta dell’asportazione di elementi fondamentali per il funzionamento degli ecosistemi, e la loro scomparsa può causare delle ripercussioni anche gravi sugli habitat. Lo stesso avviene per alcuni tipi di insetti. Un esempio calzante è quello che riguarda il carabo di Olimpia (Carabus olympiae), un coleottero portato quasi all’estinzione nell’Alta Val Sessera in Piemonte attorno alla fine dell’Ottocento a causa dei numerosi entomologi e collezionisti attratti dalla sua particolare bellezza, e ora recuperato e tutelato tramite progetti specifici (LIFE Carabus).
Di conseguenza è giusto ricordare che i fiori, i minerali e gli insetti non esistono per il nostro piacere. ma sono indispensabili all’ambiente naturale.

  1. Gli animali selvatici non amano la nostra presenza, meglio stare lontani

È noto come le foreste siano popolate da numerose categorie di animali, tra cui molte specie di mammiferi (quali cervi, scoiattoli, lupi, ecc.), di uccelli (come i galli forcelli, i galli cedroni, i picchi, ecc.) e di rettili (come salamandre e rane). Si tratta sicuramente di un mondo affascinante che ogni anno attira un gran numero di turisti, come confermato dal crescente interesse per il birdwatching o per i trekking di fotografi naturalisti. Tuttavia, la maggior parte di questi animali non è abituata alla presenza dell’uomo, e lo stress che possono subire a seguito di situazioni di interazione può essere pericoloso per la loro salute. Perciò, è consigliabile mantenersi sempre a distanza, non urlare, non disturbarli in alcun modo e, soprattutto, non fornire loro alcun tipo di alimento.

  1. Non abbandonare mai sentieri e mulattiere

All’interno di un bosco è molto facile perdere il senso dell’orientamento e quindi smarrirsi. Per questo, non si devono mai abbandonare i sentieri, tanto meno se non si conosce bene la zona. Inoltre, lasciare il sentiero o la mulattiera, magari per accorciare il tragitto, può portare a due problemi principali: la rovina del manto erboso (quando ci si trova in prati e pascoli), che rappresenta la base su cui poggia l’agricoltura di montagna, e la creazione di solchi, sia con gli pneumatici delle auto che con il passaggio ripetuto di centinaia di escursionisti, in cui l’acqua può incanalarsi ed erodere il suolo. 

  1. Portare sempre i cani al guinzaglio

La circolazione libera dei cani in ambiente naturale è sconsigliata per due ragioni in particolare: 1) la possibilità che questi, guidati dall’istinto, inseguano o aggrediscano alcuni animali selvatici (come ad esempio cervi, stambecchi e marmotte), causando loro un forte stress; 2) la diffusione di patologie (come il cimurro) potenzialmente pericolose per alcune specie di carnivori. Dunque, quando si porta il proprio cane in un bosco è importante tenerlo al guinzaglio, anche perché può accadere che sia proprio il cane stesso ad essere aggredito da un animale selvatico nel tentativo di difendersi.

Infine, prima di iniziare un’escursione, è sempre consigliabile consultare i siti internet dedicati (se presenti), così da ottenere informazioni sul percorso (durata, lunghezza e difficoltà), e per avere i recapiti telefonici a cui rivolgersi in caso di necessità o se si incorre in situazioni anomale (animali predati o feriti, origine di frane o slavine, ecc.).

Si tratta di cinque accorgimenti semplici, ma essenziali che, se rispettati, permettono di visitare luoghi molto importanti dal punto di vista naturalistico senza gravare su di essi e garantendo comunque una piacevole escursione, in piena sintonia con la natura.

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