I “ Giubbini fluorescenti”

Chi sono e cosa fanno

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Siccome abbiamo parlato (nel caso vi siete persi gli articoli, collegatevi al qui e qui) di foreste urbane e VTA (Visual Tree Assessment = Valutazione della Stabilità degli Alberi)  in città, la domanda potrebbe sorgere spontanea (o quasi): ma chi se ne occupa esattamente? Bella domanda, la stessa che molti si pongono quando vedono “figure losche e strane” vicino le loro case, ai loro bambini, ai loro animaletti domestici o, peggio, a quella bellissima aiuola/ arbusto che tanto hanno coltivato con amore e premura (non sia mai che possa essere rovinata o sradicata!).

Ebbene, tali figure sono tecnici ambientali e/o forestali, cioè coloro che si avvalgono di laurea con nomi strani e lunghi (di solito si capisce solo che coinvolge la sfera agraria) e fanno parte di una grande categoria chiamata “progettazione ambientale”. 

Ma questi tecnici, cosa fanno? Quando non lavorano in ufficio a sistemare mille dati, cartografie e tanto altro, scendono in campo vestiti di giubbini fluorescenti e caschi colorati da muratore (in città, in strada, al parco ecc.) per ottenere risposte e dati: più precisamente interrogano l’ambiente che li circonda, cioè analizzano gli alberi, girando loro attorno, guardando in alto, in basso, da ogni prospettiva e utilizzando particolari strumenti che suscitano l’interesse anche dell’ignaro cittadino che passa in quel momento. Un esempio è il cavalletto dendrometrico, una sorta di metro metallico portato spesso in spalla dagli operatori come una spada; il Resistograph o penetrometro, tanto delicato e costoso quanto pesante. E vogliamo parlare del martello? Questo utensile in gomma dura serve per sentire la risonanza dei tronchi, ad esempio se un albero “rimbomba” significa che presenta qualche cavità al suo interno e quindi potrebbe verificarsi  un crollo improvviso: in questo caso spesso tali tecnici con in mano il martello vengono scambiati dai cittadini ignari per abbattitori di arbusti, cancelletti o cassette della posta.

Cavalletto dendrometrico per misurare i diametri degli alberi. Foto di Greta Guidi.

Il lavoro del tecnico forestale è anche questo, comprese le scene imbarazzanti ed anche divertenti che coinvolgono a volte gli stessi cittadini: da quello che rincorre i tecnici forestali urlando  “Vè che se mi avete fatto la multa vi denuncio!”, scambiandoli per ausiliari del traffico, oppure la signora anziana che racconta tutta la sua vita d’un fiato, strappando anche qualche sorriso. 

Queste sono sempre le stesse persone che indossano quei giubbini fluorescenti e i caschetti colorati, che lavorano in ogni condizione meteorologica, all’aperto, elaborando poi tutti i dati e le informazioni raccolte  nei loro uffici, giostrandosi tra tantissimi programmi informatici diversi come QGIS (Geographic Information System, per analisi e modificazioni di cartografie e aggiunta dati alle preesistenti) e tanti manuali e libri per aggiornare le proprie competenze, così da concludere ogni volta un ottimo lavoro, sia per se stessi che per chi li commissiona. In fin dei conti, i tecnici forestali lavorano per rendere le città più sicure, con alberature sane e sicure per i cittadini; questi quindi godranno dei servizi che gli alberi offrono in città, come la bellezza paesaggistica urbana, una migliore qualità dell’aria, spazi verdi in cui potersi rilassare e tanto altro.

Resistograph o penetrometro, che viene utilizzato per verificare la presenza o meno di marciumi nel fusto. Foto di Greta Guidi.

Sembra tutto molto divertente e semplice ma bisogna ricordare che queste persone sono professionisti e come tali hanno i loro obblighi, come quello di mantenere sempre un punto di vista professionale e oggettivo durante le VTA. Questo è difficile quando certi alberi non hanno un particolare valore estetico, ma sono sani e quindi non possono essere abbattuti “perché brutti”; oppure nel caso contrario succede che i tecnici devono abbattere necessariamente alcune piante, anche di grosse dimensioni, che per i cittadini hanno un valore culturale e/o storico, oltre che estetico, ma sono instabili o malate e quindi pericolose. (Foto 3). Inoltre, i tecnici forestali devono firmare a nome proprio documenti legali e relazioni; con ciò significa che le responsabilità sono anche loro, in caso di particolari incidenti che dovevano esser prevenuti con le valutazioni fatte. A tutto questo poi si aggiunge il fatto che il lavoro del tecnico richiede sacrifici di tempo e spazio personale, dato che quando vengono fatte le VTA urbane, solitamente sta anche qualche mese fuori casa.

Perciò ,ogni volta che vi accorgerete di quanto è bello quell’albero sul vialetto in cui state camminando, ricordatevi anche di chi se ne prende cura per lavoro: i giubbini fluorescenti.

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