Cosa sono le food forest

Una nuova ma vecchia alternativa all’orto

Tempo di lettura: 5 min

Picasso Food Forest a Parma. Foto: Dori Zantedeschi

I nostri antenati camminavano sulla terra raccogliendo frutta, bacche, noci, erbe e radici per mangiare e per fare medicine, tutto nello stesso luogo. Ora ci siamo specializzati: coltivazioni da una parte, foreste dall’altra. La parte produttiva separata da quella ricreativa. Recentemente qualcuno ha pensato di riunire queste due componenti, un’idea antica quanto innovativa. E si sta andando oltre, avvicinando sempre di più la città e la natura, due unità che sono andate storicamente allontanandosi: le foreste commestibili stanno diventando urbane.

Presentiamo le food forest

Disegno di Gaia Pasqualotto.

Sono dette foresta giardinoorto giardino o food forest in inglese. Le foreste commestibili sono una forma di agroforestazione che sta prendendo piede anche nelle città urbane. Si tratta di foreste finalizzate alla produzione di cibo, appositamente piantate facendole sembrare il più possibile simili a una foresta naturale. Ci sono quindi alberi da frutto, di noci, erbe e verdure insieme ad alberi senza frutti commestibili che rendono possibile il ciclo dei nutrienti proprio come in un ecosistema naturale.

Le food forest hanno origini antiche

L’ispirazione viene dai cosiddetti orti tropicali o tropical homegardens in inglese. Questi orti tropicali sono piccoli appezzamenti di terra con “combinazioni a più piani di vari alberi e colture, a volte in concomitanza con animali domestici, vicino alle fattorie” nelle regioni tropicali. È una tecnica di coltivazione antica, affinata attraverso generazioni di sperimentazioni e innovazioni, ma rimasta lontana dall’attenzione scientifica per molto tempo. “A più piani” fa riferimento allo sviluppo verticale della vegetazione. Il più noto pioniere di questa tecnica nei climi temperati, un inglese chiamato Robert Adrian de Jauralde Hart, attivo a partire dagli anni ‘60, ha individuato sette piani di sviluppo. Al piano più alto, il settimo, troviamo alberi alti, al sesto alberi bassi che tollerano l’ombra, al quinto gli arbusti, al quarto le piante erbacee, al terzo le piante che si sviluppano orizzontalmente come le fragole, al secondo quelle che si trovano sotto terra, come le patate, e infine il primo è dato dalle piante rampicanti. 

Benefici sociali e ambientali

Il primo e più immediato beneficio è la sicurezza alimentare, cioè garantire cibo, ma ce ne sono molti altri di carattere ambientale e sociale:

  1. La sicurezza alimentare è assicurata dal fatto che una foresta commestibile può portare più frutti per unità di terreno proprio grazie al suo sviluppo verticale che permette di risparmiare spazio. 
  2. La biodiversità supportata è maggiore, il che permette di correre meno rischi nel caso in cui si verifichino incidenti quali eventi climatici o parassiti. Non è molto probabile, infatti, che tutte le specie ne risentano, permettendo alla comunità di riprendersi in fretta. Inoltre quante più specie sono presenti, tanto meno spreco di risorse avviene, perchè specie diverse assorbono sostanze diverse dal suolo e in diversa quantità.
  3. Per quanto riguarda l’ambiente, la foresta commestibile migliora la qualità dell’aria e dell’acqua. Anche il suolo ne risente positivamente, perchè non è esposto all’erosione del vento e dell’acqua, e non è rovinato dall’uso dei macchinari agricoli. 
  4. Nelle città, una foresta commestibile porta benefici sociali. Aiuta adulti e bambini a riconnettersi con abitudini alimentari sane, riscoprendo il piacere di raccogliere cibo direttamente dalle piante in un ambiente naturale. Accresce il senso di comunità tra vicini e di attaccamento al luogo in cui si vive. Rispetto ai più comuni giardini urbani, la foresta commestibile stimola un senso di meraviglia e curiosità maggiore, dovute al fatto che i processi e le interazioni ecologiche che avvengono sono più simili a quelle che avvengono nella natura.
  5. Se inserita in un contesto urbano i benefici si mescolano a quelli delle foreste urbane (per saperne di più, leggi l’articolo qui).

Esempi di famose food forest

La foresta commestibile più estesa si trova a Seattle ed è chiamata Beacon Food Forest. Il progetto è iniziato nel 2009 ed è ancora in fase di sviluppo. Si trova su suolo pubblico e i suoi frutti sono disponibili per tutti i cittadini. Anche in Italia ci sono molte foreste commestibili, anche se non necessariamente si chiamano così. La Picasso Food Forest è una delle prime sperimentazioni di foresta commestibile pubblica in Italia, creata nel 2012 a Parma. Su un’area di 5700 metri quadrati si trovano 203 specie.

In conclusione ci poniamo la fantomatica domanda: una foresta commestibile può effettivamente sfamare la gente? Abbiamo posto questa domanda direttamente ai gestori della Picasso Food Forest. La risposta è no: l’area delle food forest che esistono attualmente è troppo ridotta per fornire frutta e verdura per tutti, ma sono posti ricchi di biodiversità, avvicinano le persone alla natura e favoriscono l’aggregazione sociale.

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