Il boscaiolo: sex symbol, tipo losco? Niente di tutto ciò!

I boscaioli e le imprese forestali come elemento chiave nella gestione dei boschi

Tempo di lettura 4′

Scommetto che non avete mai provato a googlare la parola “boscaiolo”?! Dai su! Provate! Cosa appare? I primi risultati del web rappresentano il boscaiolo come un giovane fulvo barbuto dai muscoli possenti che veste una rigorosa camicia a quadri rossa e nera e ha in mano una grossa accetta. Se scorrete la pagina verso il basso vi appaiono invece notizie che affermano che il taglio degli alberi da parte dei boscaioli è un delitto o più volte che “l’assalto ai boschi è dannosissimo”. Attenzione! Il boscaiolo non è né un sex symbol pronto a scaldare il cuore di qualche giovane donzella, né una losca e terribile figura dall’aria malvagia pronta a utilizzare la motosega senza pietà!

<a href=’https://it.freepik.com/foto/viaggio’>Viaggio foto creata da senivpetro – it.freepik.com</a>

Le imprese boschive, ovvero gli operatori che lavorano nella filiera foresta-legno, non sono i cosiddetti “taglialegna che realizzano un taglio selvaggio dei nuovi alberi e che non hanno a cuore le foreste, come si potrebbe pensare con giudizi affrettati”. Ma come afferma AIEL (Associazione Italiana Energia Legno), queste imprese operano in un’ottica di professionalità e di rispetto delle normative ambientali. 

Infatti, le superfici boschive sono un eco-sistema complesso di organismi viventi (come piante, animali, funghi, batteri, ecc …) e di materia non vivente che interagiscono tra loro e forniscono diversi servizi ecosistemici fondamentali come boschi di protezione da valanghe e frane, o boschi che rendono un paesaggio più spettacolare. E come avrete (di sicuro!) letto nell’articolo sulla selvicoltura, il taglio degli alberi non è casuale ma segue una particolare pianificazione nel tempo e nello spazio in modo da garantire numerosi effetti positivi.

Visto quanto è prezioso il patrimonio forestale?! In Italia non si scherza!

Rispetto ad altri Stati europei, nel nostro Paese è presente una legge molto stringente a tutela delle risorse forestali e al mantenimento dei principali servizi ecosistemici. Le imprese boschive non possono fare tutto quello che vogliono (come tutti, d’altronde) ma devono rispettare diverse normative per conservare il patrimonio forestale. 

Produzione di biomassa legnosa per autoconsumo. Foto di archivio.

Andiamo a vedere come è regolamentata la produzione di legname! Essa è disciplinata da leggi regionali e di province autonome attraverso le “Prescrizioni di massima e di polizia forestale”. 

Ma quali sono le indicazioni principali di queste normative? Prendiamo ad esempio il Veneto (altre Regioni e Province Autonome presentano normative simili)! 

In Veneto è vietato il taglio a raso dei boschi: le imprese boschive non possono tagliare tutti gli alberi presenti in un’area di foresta più grande di 5000 metri quadrati, circa metà campo da calcio. Inoltre prima di utilizzare un bosco, cioè ricavarne il legname, per un’impresa boschiva è obbligatorio seguire alcuni step. Per interventi più contenuti è doveroso presentare una dichiarazione con indicata la superficie o la massa che andrà ad essere sottoposta a intervento. Quando il taglio diventa più esteso, è indispensabile presentare un progetto di taglio, cioè una relazione di un dottore forestale, un tecnico preparato, che tiene conto delle diverse caratteristiche ambientali. L’autorità forestale, se lo ritiene necessario per una buona conservazione del bosco, può modificarne o limitarne il taglio, indicandone le modalità delle operazioni. 

Come la normativa regionale, anche il Testo Unico in materia di Foreste e Filiera forestale (TUFF), così come strutturato non regola queste operazioni quali semplici attività di taglio. Il TUFF infatti è una Legge Quadro nazionale con il progetto più ambizioso di una nuova gestione forestale sostenibile: consiste cioè nel garantire sostenibilità ambientale, economica e sociale attraverso un insieme di tagli pianificati e accorti che puntino a valorizzare le molteplici funzioni del bosco (i nostri amatissimi servizi ecosistemici).

Addetto di un’impresa boschiva intento a tagliare un albero. Foto di archivio.

In molti casi le imprese boschive non si fermano a questo, ma aderiscono a filiere controllate e certificate da FSC e PEFC, che garantiscono la sostenibilità ambientale, economica e sociale della produzione di legname. 

Se siete ancora convinti di certi stereotipi, che forse associamo indirettamente ai taglialegna, ricordiamoci quindi che gli addetti (donne e uomini che siano) delle imprese boschive sono professionisti formati e qualificati che svolgono con passione la loro attività, si prendono cura dei boschi e hanno un ruolo essenziale nella manutenzione del territorio attraverso una gestione attenta all’ambiente. In Italia per promuovere ancora di più il lavoro di qualità delle imprese forestali che operano comunque secondo precisi standard di sostenibilità, possiamo diventare consumatori responsabili e scegliere prodotti certificazione, per esempio FSC® e PEFC®.

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