Alberi in città: erogatori di servizi

Dal noto assorbimento di CO2 al piacere di vedere gli alberi ombreggiare le vie d’estate

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Dopo aver capito cosa sono le foreste urbane  può sorgere spontanea la domanda: “Ma a cosa servono le foreste in città, oltre a decorarle?”. Le foreste, come tutti gli ecosistemi, forniscono una miriade di servizi di cui spesso beneficiamo senza neppure accorgercene e le foreste urbane non fanno eccezione. Anche solo il valore estetico delle alberature e dei parchi – a volte di notevoli dimensioni – in città non va sottovalutato, perché capace di fornire un grande benessere, come la riduzione dello stress o la rigenerazione dell’attenzione, a chi non può vivere spazi verdi quotidianamente. 

Ma da dove arriva tutto questo benessere? È solo un benessere dovuto al vedere qualcosa di bello come gli alberi in un ambiente cittadino? A quanto pare no. Gli alberi e le foreste, come tutti gli ecosistemi, hanno appunto la meravigliosa capacità di fornirci ‘servizi ecosistemici’, che solo recentemente si sta cercando di quantificare in termini di benefici ricevuti dalla società.

Questi servizi derivano da capacità degli ecosistemi e degli elementi che li compongono, ma in questo articolo mi concentrerò sul caso specifico delle piante (in particolare degli alberi).

Di base infatti gli alberi hanno diverse capacità, tra cui quella di saper assorbire diverse sostanze a noi nocive, che tuttavia emettiamo regolarmente in città. Le principali sono anidride carbonica, biossido di azoto, particolato (PM10) e ozono, che ci protegge dai raggi ultravioletti mentre è negli strati più alti dell’atmosfera – eccetto quando si creano buchi nell’ozono – , ma è velenoso da respirare quando circola nella già affollata (di inquinanti) atmosfera urbana.

Gli alberi quindi agiscono come dei filtri per le sostanze nocive per la nostra salute.

Un altro tipo di inquinamento che spesso sottovalutiamo, ma che invece gli alberi ci possono aiutare a combattere, è quello acustico: piantare “barriere” di alberi e arbusti può diminuire i rumori, specialmente quelli acuti, dai 5 ai 10 decibel ogni 30 metri di larghezza di fascia verde

Un altro beneficio degli alberi in città è la capacità di dare ombra e, così, di abbassare la temperatura. Basti pensare che la temperatura in città e in una campagna vicina può variare anche di 5 C°. 

Fondamentalmente gli alberi assorbono parte della luce solare, di cui utilizzano il 2% per attivare il processo di fotosintesi per ottenere le risorse per vivere, il 20% viene riflessa , mentre quasi metà della luce ricevuta viene riemessa come calore “sensibile”, ovvero vapore acqueo. Sudore di pianta quindi. 

Dopo aver narrato di tutte queste capacità e benefici degli alberi e delle piante in città, sicuramente spunterà una componente significativa delle persone che vivono in città che non li vede così bene: gli allergici. Ebbene sì, spesso le piante possono essere causa, con i loro pollini, di fastidiosissime reazioni come starnuti, altri starnuti, ancora degli starnuti, occhi che prudono, lacrime senza gioia, ma sicuramente ricche di fastidio, e pure una severa forma di malcontento per non potersi godere le belle giornate primaverili in mezzo alla natura. 

Cosa fare dunque in questi casi? Abbattere tutti gli alberi in città non è poi così una buona idea, visti tutti i benefici di cui sopra. 

Si potrebbero prendere i famosi “due piccioni con una fava” scegliendo specie che siano capaci di agire in maniera efficace contro gli inquinanti menzionati e allo stesso tempo non causare allergie. Penserete che queste specie siano l’equivalente degli unicorni nel mondo animale (inesistenti). E invece esistono e sono numerose! Vediamone alcune quindi:

  • I vari tigli, perfetti per gli allergici perché classificati con allergenicità nulla (foto al centro, un sentito grazie a Marco Boscaro per il materiale),
  • L’albero dei tulipani, ottimo per assorbire il biossido di azoto e abbattere il particolato(l’albero si chiama così perché i suoi fiori ricordano quelli dei tulipani),
  • Il maestoso cedro del libano, ottimo per abbattere il particolato (in foto a destra si possono vedere due cedri dell’Atlante,
  • il platano, una scelta eccellente per abbattere i livelli di ozono e di diossido di azoto (in foto a sinistra, in filare). 

E queste sono solo alcune delle piante inserite nella pubblicazione della Regione Toscana sulle possibili piante che migliorano la qualità dell’aria. 

Insomma, che messaggio possiamo ricavare da questo articolo? Ad esempio che le piante in città, se gestite con attenzione, portano tantissimi vantaggi, anzi, servizi, agli abitanti delle città e che, se i Comuni impiegassero persone esperte del settore, si potrebbero avere benefici estetici e per la salute per noi, i nostri figli, ed eventualmente, se siamo bravi, i nostri nipoti.

Altri possibili messaggi li lascio a voi, buon lunedì!

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