Gli alberi monumentali

Alberi secolari da conoscere e chiamare per nome

Tempo lettura: 4 min

Foto di liggraphy da Pixabay 

Sono intorno a noi e non lo sappiamo. Ci sono importanti monumenti storici e anche artistici che sono sempre fruibili, malgrado ora i musei siano chiusi e l’accesso alla cultura limitato. Potrebbe essercene uno nel parco comunale o addirittura dietro casa. Stiamo parlando degli alberi secolari, veri e propri monumenti naturali, che hanno più esperienze di vita di qualsiasi altro essere vivente. Che prima vivevano circondati da loro simili e ora si ergono spesso solitari. Che sono punti di riferimento perchè ci sono sempre stati. E se la vostra curiosità è stata stuzzicata, spero che alla fine dell’articolo vi siate convinti ad andare a visitarli, considerandoli luogo di cultura. 

Quanto vivono gli alberi?

È una domanda a cui non si può dare risposta senza generalizzare. La lunghezza della vita degli alberi infatti dipende dai fattori genetici della specie. Tra le specie più longeve ci sono le sequoie giganti (Sequoia gigantea) che possono vivere anche quattromila anni, e i cipressi (Cupressus sempervirens), quelli che si trovano spesso nei cimiteri, che possono arrivare fino a duemila anni. Sono età che a confronto con la lunghezza della nostra vita rasentano l’immortalità. Ovviamente non tutti gli esemplari della specie raggiungono la massima longevità. Ci sono fattori esterni, come quelli causati dall’uomo, che ne determinano la morte. E ci sono fattori interni che variano da individuo a individuo. Un albero della stessa specie può resistere di più alle difficoltà della vita di un altro, esattamente come noi umani. 

Alcuni esemplari importanti e perché

Gli alberi vecchi sono importanti perché immagazzinano carbonio e lo custodiscono per secoli, sequestrando di fatto anidride carbonica dall’atmosfera, forniscono riparo agli animali e buoni posti per nidificare agli uccelli. Ma non è solo questo valore ecologico che rende gli alberi vetusti speciali. Essi hanno anche un valore estetico, sono cioè belli per il paesaggio in quanto maestosi. Alcuni hanno un valore culturale, perché considerati sacri da alcune popolazioni, altri sono legati a fatti storici. Altri ancora sono importanti solo per essere vissuti interi millenni, vivi testimoni “oculari” della storia della Terra. Ci sono alberi che hanno addirittura un nome. Uno dei più famosi al mondo è Matusalemme, un pino dai coni setolosi dell’Ovest (Pinus longavae) che vive in California, sulla catena montuosa delle White Mountains.

Matusalemme germinava contemporaneamente al sorgere dei primi faraoni dell’antico Egitto, ed è attualmente uno degli alberi vivi più vecchi al mondo con i suoi 4.800 anni. La sua posizione è tenuta segreta per evitare atti vandalici a suo danno (uno dei pini millenari sulle White Mountains è mostrato in foto anche se appunto, quale sia Matusalemme, non si sa).

Licenza Creative Commons

In verità ci sono delle piante che hanno continuato a vivere sulla Terra da oltre diecimila anni, cioè dai tempi preistorici, come alcuni esemplari di Larrea tridentata, un arbusto che si trova nei deserti del sudovest degli Stati Uniti. Questo arbusto emette nuovi fusti man mano che i vecchi muoiono e si decompongono. Sicché, anche se c’è un ricambio di fusti e quelli originali ormai non esistono più, il pacchetto genetico è il medesimo, sopravvissuto intatto dai tempi preistorici.

Le iniziative che fanno bene al cuore

La bella notizia è che ci si riferisce a questi alberi come a monumenti perché se ne riconosce il valore storico, e lo Stato italiano ha deciso di proteggerli con una legge.

Nel 1982 si dette il via ad una caccia al tesoro: il Corpo Forestale dello Stato si incaricò di censire gli alberi “di notevole interesse”, cioè quegli alberi che si sono fatti riconoscere rispetto agli altri, che hanno quindi una loro “individualità”: alberi legati alla vita di personaggi illustri o di santi, alberi legati a fatti storici, o alberi eccezionalmente vecchi. Di essi venne registrata altezza, diametro, età e stato fitosanitario. Nel 2013, la legge n.10 istituì la giornata nazionale degli alberi e la fissò al 21 novembre. L’articolo 7 della stessa legge istituì la lista degli alberi monumentali alla cui gestione provvede il Corpo forestale dello stato e sancì la sanzione per chi li danneggi o li abbatta. La lista iniziale è stata via via rimpolpata e nel 2020 ne annovera 3.561 (qui trovate la mappa google con tutti gli alberi segnati). 

Anche altri Paesi del mondo hanno deciso di proteggere i loro alberi monumentali con leggi nazionali, come in Italia, o leggi regionali, come in Spagna. Alcuni Paesi, come la Svezia, non hanno invece adottato una legge specifica per proteggere i loro alberi vetusti. Dal 2011 la Environmental Partnership Association organizza un concorso per eleggere l’albero europeo dell’anno. Il criterio di selezione riguarda quanto l’albero è legato alla gente e alla comunità.

La Quercia dei Cento Cavalieri. Licenza Creative Commons

Nel 2020 un albero italiano è arrivato tra i finalisti: la Quercia Vallonea di Tricase, in Puglia. Si tratta di una quercia vallonea (Quercus ithaburensis macrolepis), specie tipica delle zone mediterranee, di 700 anni. È chiamata anche Quercia dei Cento Cavalieri, perché secondo la leggenda Federico II si riunì al suo esercito sotto la sua chioma (in foto).

Questi provvedimenti e iniziative attribuiscono dei diritti agli alberi e aumentano la nostra consapevolezza nel considerarli non solo parimonio naturale, ma anche esseri viventi da rispettare.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: